sabato 17 agosto 2019

MY STORY: 18 ATTEMPTS TO (NOT) BECOME A SAINT


"You'll never make a saint of me”  (Mick Jagger)
Versione italiana al link 18 tentativi per (non) diventare una santa



I find myself rather in difficulty when I have to talk about myself retracing the stages of my inner journey. I have always been a little strange and, to paraphrase Woody Allen, I never had any doubt that there was an invisible world. The question was: how far was it from my human centre and what was its closing time?
In short, my story in this life tells the story of the difficulties of an incarnation, of finding a place and a meaning to my being here. In fact, I've always been somewhere beyond, in the ethereal realms of imagination, music and poetry rather than here on earth, to pursue the goals that almost everyone found interesting and compelling: money, success, a partner, a steady job.


My, let's say, 'ethereal' essence did not, however, make me one of those people who are commonly defined as 'moral' or 'spiritual'. On the contrary, my sharp and angular character was the cross of the first years of life of both myself and the poor people around me who had to endure it.
At a certain point, given my disastrous beginnings in social relations, once I have finished middle school, I dared to ask myself a fundamental question. I did not imagine that it would be the source of my transformation path. I asked myself: "But would I, honestly, be the kind of girl I'd like to go for t a pizza with?" and surprisingly I replied: "No!"



From there, more or less consciously, my a search began manifesting itself in various activities: drawing, poetry, painting, writing, music, meditation.   It was also guided by various 'gurus' of whom I will mention only a few: Bruce Lee, John Lennon, Mick Jagger, Padre Pio, Lao-Tzu, Roberto Benigni, Maria Cassi, Jesus Christ, Buddha, Whoopy Goldberg, Bud Spencer & Terence Hill, Antony de Mello, Byron Katie, Massimo Rodolfi, Rainer Maria Rilke, Samuel Beckett, Mother Teresa, Hermann Hesse, Charlie Chaplin, Raymond Queneau and all those unsuspected people, those friends of the Heart who, with their words and their actions, have daily illuminated my way.



I thank them deep because each time they showed me a part of myself and of the great and wonderful symphony of Life.This is just to say how I started, and how I have not finished... nor will I probably  finish, ever. 


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sabato 13 luglio 2019

MY POEM 'LADY ORPHEUS' - Self-translation


"It was me who invented him, him and many others... I have invented my own memories, without knowing what I was doing, there is not one that concerns me." (Samuel Beckett)

"But it was different, God will know why. My old furniture rots in a barn where I managed to put it, and I myself, yes, my God, I don't have a roof over me, and it rains in my eyes. (Rilke)



I am alone, more than 2000 km from home, in a bar in Seville called "Orfeo", in the grip of my 'ghosts'. My flight was cancelled because of a huge fire near Pisa: burned land behind me. 
A forcedly prolonged vacation that forces me to deal with my unresolved aspects and painful returns from the past. Seville isn’t certainly Chernobyl or the Gaza Strip, but when you have to deal with your personal nightmares, the experience is never a very pleasant one. The way I am, I would have got crazy even in the Norwegian fjords with Brad Bitt. And he, for sure, would have felt even worse!
Then, suddenly, a poem.
Sometimes it happens that, after a meditation in which I ask for light, Life answers me in poetic whispers.




Lady Orpheus

Through Hell
there’s no turning back.

The past is a mermaid
it chains my head
The past is a blade
it breaks my legs.
On and on
the bridges 
I burn 

For through the shadows of Hell
there’s no turning back

Untouched
Never-belonged
Inviolated
I'm not going home
if not fire-tempered 
and alone

Versione italiana al link:Lady Orfeo



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domenica 7 luglio 2019

WE ARE THE CHAMPIONS, MY FRIENDS: l’amicizia, seconda parte


“Ma, alla fin fine, lo scopo è essere felici in una realtà che rendiamo felice, alla quale dare il senso più vero, più ampio e più bello possibile.”(Carlo Dorofatti, da 'Anima e Realtà')



L’amicizia è amore senza sesso, e ciò lo rende un sentimento ancor più delicato e ‘fragile’ rispetto al rapporto di coppia, poiché l’aspetto sessuale è un potente collante e aggregatore nelle relazioni. Eppure, per una persona intelligente e sensibile, l’amicizia comporta una serie di emozioni, aspettative, illusioni e conseguenti delusioni molto intense e molto simili a quelle dell’amore romantico. 
Per quanto mi riguarda, ho sofferto molto di più le delusioni da parte degli amici che quelle riguardanti i miei rapporti romantici.  Forse perché, non sentendomi portata per la vita di coppia o per la famiglia,  l’amicizia è un valore sul quale ho sempre scommesso molto e, devo dire, talvolta ciecamente e a sproposito.


Nonostante ciò, è anche vero che quando si investe passione ed energia su qualcosa, si tratti di relazioni, lavoro o altro, prima o poi abbiamo dei risultati. Procedendo in una fase più matura della mia vita, osservo che incontro persone nuove inspiegabilmente vicine al mio sentire e al mio cuore, laddove lentamente si defilano coloro con cui, a dispetto degli anni insieme, di base c’è poca affinità. In amicizia, come in amore, chi è ‘in cammino’, cioè disponibile a mettersi in discussione e a cambiare ciò che non va, deve anche essere pronto ad accogliere ‘gli arrivi’, cioè i  nuovi incontri, così come le inevitabili ‘partenze’ o ‘defezioni’ di figure del passato. 


Concludo con un brano tratto dal ‘Demian’ di Herman Hesse, tra l’altro già citato in apertura alla prima parte dell’articolo. È un libro di cui consiglio vivamente la lettura perché descrive in modo preciso e sentito quella rara e sublime forma di amicizia tra anime, più che tra personalità, così feconda per la crescita umana e spirituale delle persone coinvolte nel rapporto. Il brano seguente tratteggia molto bene il sentire che mi unisce a quelli che posso chiamare, profondamente, ‘amici’: 



Il nostro compito era quello di formare in mezzo al mondo un’isola, forse un modello, in ogni caso però l’annuncio di differenti possibilità di vita. Imparai, dopo una lunga solitudine, a comprendere la vita in comune tra persone che hanno provato la completa solitudine. […] Noi potevamo essere ritenuti dal mondo strani, sì, o pazzi o pericolosi, e con ragione. Eravamo ‘risvegliati’ o sulla via del risveglio, e il nostro impegno tendeva a un risveglio sempre più compiuto e perfetto, mentre l’aspirazione della massa alla felicità consisteva nel subordinare sempre più strettamente al gregge le proprie opinioni, i propri ideali e doveri.[…] L’umanità - che loro amavamo quanto noi- era per loro qualcosa di compiuto, che andava salvaguardato e protetto. Per noi, l’umanità era un lontano futuro, verso il quale tutti eravamo in cammino, di cui nessuno conosceva l’aspetto, le cui leggi non erano scritte in nessun luogo.”

##Vedi il post precedente Ci vorrebbe un amico...


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“CI VORREBBE UN AMICO…” : l’amicizia, prima parte


“Per me, l’amore ha molto a che fare con un’amica che arriva a casa mia alle otto e mezzo di sera con un vassoio di brownies appena sfornati. Questo sì che è percepire e rispondere ai reali bisogni dell’altro.”(Sara Bini)

“Dovunque, disse, regnavano l’assimilazione e lo spirito gregario, in nessun luogo la libertà e l’amore.” (da “Demian” di H.Hesse)


L’amicizia: difficile parlare di questo tipo di legame, che a mio avviso rappresenta uno dei più nobili sentimenti dell’essere umano e allo stesso tempo uno dei più difficili da coltivare, specialmente quando aspira ad essere il più possibile puro e disinteressato. A dire il vero infatti, lo troviamo molto spesso subordinato a tutta un’altra serie di priorità, anch’esse assai importanti e degne di attenzione come la famiglia, il partner o il lavoro. 
E’ piuttosto triste però, vedere come spesso l’amicizia sia il paravento per situazioni di comodo e tornaconti  personali: si ha paura di stare soli, si ha bisogno di qualcuno per uscire, oppure quando siamo single, si cerca la ‘spalla’ per andare a imbroccare il prossimo malcapitato. Nella peggiore delle ipotesi, tale valore viene purtroppo ridotto a semplice spirito gregario: si cercano ‘amici’ per confermare le nostre sacrosante visioni del mondo, per sfogare le proprie lamentele riguardo marito, moglie e figli, per fomentare l’astio verso la società, l’universo o semplicemente verso il caporeparto.


E la famigerata questione dell’amicizia tra uomo e donna? Molti la considerano impossibile a causa di ‘inevitabili’ attrazioni erotiche pronte a scattare tra due persone di sesso opposto che si vogliono bene. 
Io la vedo un po’ diversamente: certo, finché si è totalmente identificati col proprio essere maschio o femmina, siamo necessariamente determinati da tutti gli impulsi e gli stereotipi connessi alle questioni di genere. Se in primo luogo, invece, ci riteniamo persone, quindi esseri umani presumibilmente abbastanza intelligenti e liberi da gestire eventuali attrazioni o repulsioni sessuali, ecco che possiamo instaurare amicizie anche con individui del sesso opposto e beneficiare della diversità di qualità e punti di vista.

##Continua nel post seguente We are the champions, my friends



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sabato 6 luglio 2019

"PLEASE DON'T LOVE ME!" - Manuela Bollani introduces me…


M: “You’re just too pretty not to have a boyfriend”
S: “…And I’m just too smart to have one




Here I am through the eyes of my dear friend Manuela Bollani, an extraordinary person, an excellent artist and a precious soulmate. This is her preface to my book "The Children of Lilith. A tribute to Isolde Kurz and the Divine in every woman”:
"When I saw her enter the classroom, she immediately attracted my attention. She was secluded, immersed in books, very concentrated and very busy taking notes. I was honoured to be able to speak to her, and she made me curious about all that energy in such a minute body. 


I soon realized that she possessed a characteristic that would irreparably distinguish her from all the other students of that faculty (and not only): she was studying. Or rather, she was able to keep up with the study. I don't know how many other university students had ever possessed this particular talent. In practice, she didn't just study the last month before the exam. No, she kept up with the topics and, as they were explained in class, studied them in the books. After a few lessons I saw her read (underline, even) the manual indicated in the exam program, a text that I and the other students would approach, at best, only about three weeks from the date of appeal. I felt a sense of annoyance…that’s not the way, at least, not publicly! Is it possible that she was also nice? Curiosity drove me to follow her throughout her university studies and beyond, discovering a gentle and ironic woman, brilliant and welcoming, deep and light at the same time.


Anyway, her private life remained a mystery, she seemed to be a single par excellence. At first I even thought that love simply didn't interest her, she seemed to prefer by far a German Lied, a violin suite or a nice creamy cake. I discovered only later that she too was distracted by the boys and that they made her damn hard. She simply sold herself dear. Her innate spirit of independence was supported by years and years of meditative practices, absolutely necessary for any awakened woman who wants to deal with the so-called "strong" sex in a healthy way. 


 Basically, I think she embodies that role of preserving beauty and the sacred that Isolde Kurz hoped for women. This has sometimes led her to defend herself even from the women themselves. It is no coincidence that our friendship reached its peak when we said to ourselves, "Please, don't love me!", recognizing in that request a need for independence, an escape from that maternal protection that is sometimes found among friends and transforms affection into an all-female form of intrusiveness.
 Now I can tell you: emancipated from the idea of the male as necessary and purified from the typical apprehension of Maternage, Sara shines as a Lilithian woman, material and spiritual at the same time, and bearer of a culture that with its irony and its acumen is able to constantly question. Enjoy reading!"

Versione italiana al link Ti prego, non volermi bene




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giovedì 6 giugno 2019

"INVOCAZIONE" - la mia nuova canzone "lilithiana"


"C'è stato un tempo, quando ero sposata, in cui i problemi pratici ed economici minacciavano seriamente la possibilità di bellezza, significato e gioia nella mia vita. Così ho deciso di risolvere tutti i problemi alla radice: ho divorziato."



"Invocazione" è un canto che nasce all’interno del progetto “Lilith”, legato al mio libro sulla riscoperta del Divino in ogni donna.
Contestualmente, si tratta di Adamo che invoca il suo amore perduto, Lilith,  una creatura ibrida tra Cielo e Terra che Dio gli aveva dato affinché il primo uomo si evolvesse dal fango verso lo spirito, diventando co-creatore di universi. Adamo invece ha fatto una scelta di comodo, prendendo Eva, creatura di Lucifero, proiezione e personificazione dei suoi bisogni di potere e bestialità.
Ma andando oltre questo racconto, che io ho ripreso da Isolde Kurz, la canzone che ho scritto si applica a colui o colei che, a un certo punto della propria vita, alza metaforicamente gli occhi al Cielo e si chiede se c’è altro, se c’è un'altro modo di essere aldilà  degli ingranaggi meccanici e poco significativi in cui spesso si spreca la nostra esistenza.  
Quindi questa canzone è per chi, di noi, ha la tensione, l’anelito e lo struggimento verso un mondo migliore...che però può nascere solo come prodotto di un’umanità migliore, rigenerata ed evoluta.

Il video della canzone:



Il testo, sia in italiano che in inglese:

INVOCAZIONE



ARCOBALENI CHE SI TENDONO CON TE
CHE HAI NEGLI OCCHI QUELLO CHE
STIAMO CERCANDO
INCONSAPEVOLMENTE , MA IL FUOCO C’È
È FIAMMA E LUCE INTORNO A TE
E IO STO BRUCIANDO

IO LO SO, CHE TU CI SEI
E SAI I MIEI VORREI, FAREI
MA IO NON SO SE MAI POTRÒ
VEDERE, ANDARE ALDILÀ DI QUESTA NUBE

PER MANO PRENDIMI E PORTAMI FIN LÀ
VERSO QUEL MODO CHE SARÀ
CIÒ CHE STIAMO CERCANDO
SCIOGLI E DISSOLVI LE CATENE AI PIEDI MIEI
DAMMI LE ALI E GLI OCCHI TUOI
ASCIUGA IL MIO PIANTO

IO LO SO, CHE TU CI SEI
E ANDRAI, PER NOI, NEI CIELI SPLENDERAI
LA LUCE CHE VEDRÒ E CANTERÒ
LA VITA, LA PACE, LA GIOIA, LE RISATE 
PERCHÉ TU CI SEI…

INVOCATION

RAINBOWS  STRETCHING OUT WITH YOU
IN YOUR EYES THERE’S WHAT WE'RE LOOKING FOR
WE'RE STRIVING UNCONSCIOUSLY, BUT THE FIRE IS THERE
IT IS FLAME AND LIGHT AROUND YOU
AND I'M BURNING 

I KNOW THAT YOU'RE THERE.
AND YOU KNOW MY “I’D LIKE ” “I’D DO”

BUT I DONT KNOW IF I AM EVER ABLE TO SEE AND GO
BEYOND THIS CLOUD

TAKE ME BY THE HAND AND TAKE ME THERE
TOWARDS THAT WORLD THAT IT WILL BE
WHAT WE'RE LOOKING FOR
UNTIE AND DISSOLVE THE CHAINS AT MY FEET
GIVE ME YOUR EYES AND WINGS
DRY MY TEARS

I KNOW THAT YOU'RE THERE
AND YOU WILL GO TO HEAVEN FOR US, AND YOU WILL SHINE
THE LIGHT THAT I WILL SEE AND SING
THAT LIFE, THAT PEACE, THAT LAUGHTER AND JPY 
BECAUSE YOU'RE THERE...


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domenica 12 maggio 2019

MOTHER: feeding body, soul and spirit


"Mother: you, the only one who replaced all this silence, once, at the time of childhood. She takes it upon herself and says: don't be afraid, it's me. Who in the middle of the night has the courage to be this silence for those who are afraid, for those who die of fear. Turn on a light, and you are the noise. And keep the light in front of you and say: it's me, don't be afraid." (Rilke)



Returning to the theme of motherhood, I had the great fortune to find in my mother both the biological birth and the beginning of my cultural and spiritual birth. The latter continued thanks to the precious accompaniment of teachers, professors, coaches and other important reference figures in my years of training, I had the invaluable gift of many quality educators.


However, my mother was the first to provide me with the practical and psychological equipment to be able to express myself in the best possible way. She bought me books, musical instruments, canvases and brushes to express my creativity. She taught me that studying opens the mind and that true culture serves to refine one's sensitivity, one's ability to feel, think and love. He always told me that no matter what work I would do, true culture, true education are a heritage that no one could ever take away from me and that would still make my life significant and valuable. 


All this was possible only because my mother herself burned the desire to grow, to evolve and to transcend herself. And this, in turn, had been passed on to her by her mother, in a backward chain of humble, intelligent and courageous women, eager to improve their condition and themselves. 
My mother could not directly pass on her experiences and wisdom to me: that is a treasure that each of us earns in the field. However, she succeeded in inspiring me with her example, evoking in me the desire for knowledge, for what is beautiful, right and good. He could not make me a greater gift, together with his love and tenderness. 


I hope that every woman knows how to be first and foremost the mother of herself, that is, how to take care of herself deeply and fully in order to educate her children, biological or spiritual, to the vital richness of an inspired and creative existence.


To book a counseling interview contact me through my website Le Vie per l'Armonia.