domenica 8 luglio 2018

ROLLING WESTWARD 7 : Mai senza le scarpe

“Arrivedorci!”(Ollio)


L’ultimo giorno della vacanza, come c’era da aspettarsi, le nostre due beniamine vengono colte da un inevitabile attacco di shopping compulsivo. A essere onesti, Axly già dal mattino precedente puntava tutti i  negozi di scarpe lungo la strada.
Vai, Axly, sfogati” le concede bonariamente Micky “Io sono ben al di sopra di queste luride, materialistiche debolezze femminili.”
Invece è proprio lei ad aggiudicarsi il primo paio di scarpe, lottando come una leonessa per dei sandali blu a 15 euro.
“Beata te, che con quei piedini lillipuziani da portoghese, hai trovato il tuo numero” sospira Axly con invidia “Il mio purtroppo non c’è!”


Ma Axly è una tosta: mentre aspettano l’autobus per l’aeroporto, folgorata da un’improvvisa intuizione, la ragazza si fionda al galoppo nell’ennesimo negozio di scarpe. Ne esce vittoriosa e trionfante  mostrando il suo bel paio di sandali numero 40 e infilandosi a corsa nel bus in partenza.
“Ora possiamo davvero tornare in Italia” bofonchia soddisfatta.
Il viaggio di ritorno, ormai sprovvisto della grazia di Dio concessa all’andata, si rivela una vera e propria odissea tra code, ritardi, perquisizioni personali e controllo dei bagagli. Alla fine tuttavia, le duplici riescono a riportare in Italia quasi tutto, specialmente le proprie dolenti frattaglie e i preziosi sandali. Unica cosa che non passa la frontiera: la mitica sardina. 

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ROLLING WESTWARD 6: Dolenti frattaglie

“Padre, benedici questa merenda che sto per digerire male” (Sara Bini)


La mattina seguente, la strana coppia inizia ad accusare i primi colpi di un’alimentazione a dir poco sregolata. 
Axly, seriamente intollerante e allergica ai latticini, ormai pasteggia a torte al formaggio e enzimi anti-diarrea, il tutto intervallato da polpettoni di baccalà fritto a ogni ora del giorno e della notte. Micky da parte sua ha preso la fissa della crema e dei dolci all’uovo, per un totale di sedici uova nel giro di tre giorni; una gioia per il fegato, senza contare le sardine fritte di cui fa un uso improprio e spropositato. 


“Direi di prendercela calma per oggi, e di non programmare viaggi a lungo raggio che includano posti senza bagni” propone quel mattino Axly, uscendo per la dodicesima volta dalla toilette. Micky si limita ad annuire, col fegato che le balla la macarena.
Così le duplici scarpinano su e giù per i vari “miradouros” di Lisbona, ripassando ancora una volta dall’Alfama, con conseguenti crisi mistiche di Micky. Quella sera non mancano una doverosa visita a “O fantastico mundo da sardinha” e una folle corsa in taxi verso un locale fantasma terminata in gran mangiatoia nel primo ristorante a disposizione.

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ROLLING WESTWARD 5: Fiorentini ovunque

Bud: "Apri"
Cattivo: "Perché, altrimenti vi arrabbiate?"
Bud e Terence: "Siamo già arrabbiati” (da “Altrimenti ci arrabbiamo”)


La gita a Belèm si conclude con un’epica figura di Micky durante una fila per il bagno, dietro un manipolo di turisti presumibilmente tedeschi. Nell’attesa, lo sfigato cellulare della ragazza si connette misteriosamente  a qualche improbabile wi-fi locale e riceve una serie di whatsapp e di telefonate sgradite che la mandano immediatamente in bestia.
Coerentemente con la propria indole benevola e spirituale, Micky si esibisce in una colorita carrellata d’improperi e parolacce, corredata dalla corrispondente gestualità. Tra i presunti tedeschi, una signora si volta verso di lei e “Che bello sentire di nuovo il dialetto fiorentino!” esclama.


Micky fa il viso rosso e vorrebbe sprofondare, i supposti tedeschi sghignazzano. Non solo la ragazza ha elargito a piena voce i più inenarrabili improperi della lingua fiorentina, ma ha pure comunicato a mezza Belèm i dettagli più vergognosi della sua vita privata. “Le auguro buona fortuna, comunque” la saluta la signora finta-tedesca, con uno sguardo colmo di pietà.
La sfiga non finisce qui. Il tram del ritorno si rompe e tutti i passeggeri vengono malamente scaricati in un sobborgo sperduto di Lisbona. Dalla disperazione, Micky intercetta e riesce perfino a decodificare una conversazione in portoghese: ne deduce le informazioni necessarie per il rientro all’ostello.

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ROLLING WESTWARD 4: Alla volta di Belèm

“Di questo potrei parlarti all’infinito, ma odio Leopardi e tutti i poeti da pelliccia.”(Alessandro Bergonzoni)



Il giorno seguente è la volta del quartiere di Belèm. Qui risiede l’unica, reale informazione che Micky ha recepito su Lisbona: a Belèm c’è la più antica e famosa pasticceria di 'pasteis de nata' dell’intero Portogallo. 
Poco inclini a imparare dai loro errori, una volta visitato lo splendido Monastero dos Jeronimos, le due pestifere si riaffidano a Google Maps per raggiungere l’agognata pasticceria. Le girano praticamente intorno per più di un’ora, finché non sbattono il muso nella chilometrica fila che fuoriesce dal locale. Questa è una delle rare cose che può far desistere Micky da un intento gastronomico. 


“Andiamo alla Torre di Belèm” suggerisce l’amica, per consolarla.
Alla Torre, le ragazze finalmente fanno esperienza del famigerato vento atlantico portoghese: una sorta di bora a 140 km/h con temperature siberiane. Mentre arrancano faticosamente e con poca grazia lungo il molo, si verifica un’altro momento indimenticabile: il suicidio dell’HyppoTrippo. Un curioso mezzo anfibio dietro di loro prende improvvisamente velocità, rischiando pure di investirle, per poi lanciarsi nell’acqua sotto i loro occhi.
“Dovremmo importare l’idea in Italia, magari a Venezia” osserva Axly, col suo solito senso degli affari.

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ROLLING WESTWARD 3: Sardine in scatola

“C’è qualcosa della mia cucina che non le piace?”
“Sì, mangiarla.” (Sherman Hemsley)



“Mangiamo e poi andiamo al Castello di São Jorge” propone Axly. 
Non tardano molto a scoprire che, se non ti piace il baccalà o la sardina in scatola, Lisbona può rivelarsi un triste posto per il tuo stomaco. Ma le nostre eroine omaggiano i prodotti locali e il loro primo pasto lisbonese si compone rigorosamente di cibo inscatolato, scarso e  a prezzo di rapina. 
Tra le quasi nulle notizie che Micky ha orecchiato su Lisbona c’è il commento lapidario di suo fratello e sua cognata: “Gli uomini portoghesi sono bellissimi, le donne portoghesi invece sono brutte.” Ora, siccome tutti i lisbonesi l’apostrofano amichevolmente in portoghese scambiandola per una connazionale, lei comincia a offendersi parecchio.


Dopo la visita al castello e alla Cattedrale del Sè, Micky e Axly collassano in ostello e si riprendono solo sull’ora di cena, per andare a mangiare al famoso quartiere Bairro Alto.
Poco convinta delle indicazioni alla reception, Axly attiva Google Maps. Dopo un quarto d’ora di camminata tipo zombie, con gli occhi incollati al cellulare, le due befane si ritrovano in una landa desolata circondate da qualche altro spaesato connazionale, anche lui depistato dalla tecnologia. Come naufraghi, sollevano tutti contemporaneamente  gli occhi dallo schermo,  si guardano  tra di loro, scrollano le spalle e infine optano per il contatto umano. 

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ROLLING WESTWARD 2 :Bem-vindas a Lisboa

“Due menti senza un singolo pensiero." (Stanlio & Ollio , da “Figli del deserto”)


Destinazione: Lisbona. Come d’altronde in tutti i suoi viaggi, Micky è totalmente impreparata e affida un po’ tutto al caso. Solo di una cosa è certa: vuole assolutamente provare il famoso 'pastel de nata', il dolcetto tipico di Lisbona. Lo trova già al tristissimo bar del recupero bagagli in aeroporto e se lo pappa immediatamente con gran voracità. 
“Caspita Micky” fa Axly “Potevi almeno aspettare di arrivare a una pasticceria decente in città. Ma già che ci siamo, me ne magno uno pure io.”


Soddisfatto tale imprescindibile, e pressoché unico, proposito di viaggio, Micky è completamente alla mercé di Axly: non sa un cacchio della città, niente del viaggio, è a malapena consapevole di trovarsi in Portogallo. Axly per fortuna ha racimolato una guida di Lisbona degli anni ’80 e si è procacciata qualche informazione, perlopiù culinaria, ben conoscendo la natura bieca e godereccia di se stessa e dell’amica. Non si sa come, le due riescono a pervenire al loro ostello, che  si trova proprio sopra un pornoshop.


“La cosa si fa interessante” commenta Axly, nota frequentatrice di negozi a luci rosse.
La loro camera non è pronta ma Micky e Axly non si fanno scrupoli: mollano le valige all’ostello e partono all’avventura. 
Prima tappa: il quartiere dell’Alfama. Questo, con la sua atmosfera decadente e i suoi striscioni votivi tipo Natale in piazza, evoca subito una serie di turbe psichiche nell’ipersensibile Micky. Comincia ad avere visioni e le appaiono, nel seguente ordine : Gesù, la Madonna di Fatima e Kung-Fu Panda. 

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ROLLING WESTWARD 1: È pur sempre una partenza

Terence: "Appena fatto il colpo, andiamo a spassarcela in Florida"
Bud: "Ma ci siamo già in Florida…”(da“I due superpiedi quasi piatti)


Già la partenza di questo viaggio è memorabile. 
Due mesi prima, Axly e Micky avevano comprato un volo impietoso che decollava alle 7:30 del mattino da Pisa e, per essere lì in tempo, avevano calcolato tutti gli spostamenti al minuto. 
Micky dunque arriva da Axly alle 5:45, come convenuto, e già per strada le fa uno squillo anticipatorio: niente. Suona il campanello : niente. Al quarto tentativo appare Axly in pigiama, occhio pesto  e  capello scomposto. 


“Non ci credo!” ulula “La sveglia non ha suonato! E dire che di solito, grazie alla mia fedele insonnia, mi sveglio comunque alle cinque del mattino….”
Inutile dire che le due bisbetiche prendono il malefico aereo, che per giunta è arrivato addirittura in anticipo, al volo e per miracolo. 
La santità continua inaspettatamente ad accompagnare e benedire quella infausta partenza anche quando Micky e Axly si accingono a prendere i loro posti, ovviamente distanti e casuali secondo il bon ton della Ryanair. Una suora infatti sale in aereo e si siede nientepopodimeno che accanto Micky. Axly è già lì piegata in due dal ridere col dito puntato, senonché si materializza una seconda sorella e prende posto proprio accanto a lei. 
“Se non altro, un viaggio in grazia di Dio” trova di che commentare Micky.

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