martedì 20 gennaio 2026

IN-PRESENZE

“Fu vero amore? No, furono gli appelli dell’università di Pisa.”(cit.)

È ammirevole come, in cinquant’anni di vita, io abbia giocato così male le mie carte relative al rapporto sentimentale. Del resto, tutti siamo su questo triste pianeta a imparare qualcosa, e io sono arrivata con un debito scolastico millenario sul tema dell’amore.

Da poetessa e scrittrice, ho sempre preferito le famose farfalline nello stomaco, che perlopiù si sono rivelate piattole, al verificare la possibilità di costruire qualcosa di concreto e armonioso con il potenziale partner. Ho perfino tentato il matrimonio, che dopotutto è stato quanto di più vicino all’amore ho potuto sperimentare; da allora, sono sola. 

Per almeno quattro volte, nella mia vita, trovandomi a un bivio, l’infatuazione superficiale mi ha portato a scegliere persone evanescenti, immature, inaffidabili o che scoprivo poi essere impegnate, piuttosto che uomini autentici, costruttivi e profondamente innamorati di me. Devo dunque imputare alla mia scarsa lucidità e al mio temperamento impulsivo se non sono mai riuscita ad avere una relazione seria e amorevole, di quelle che si possono ricordare senza un crampo di gastrite.

E pazienza, sarà per il prossimo giro, nella speranza di aver appreso che l’amore è soprattutto presenza, casa, supporto e vicinanza: non maternage di adolescenti mai cresciuti, titanici tentativi di sanare gli insanabili o illusori fuochi di artificio poetici. Sono vecchia, ma ormai darei tutta la mia poesia e la mia musica per sperimentare, almeno una volta nella vita, una relazione in cui mi senta protetta, accolta, sostenuta, e realmente amata. 

La Via della Poesia

domenica 4 gennaio 2026

SUNDAY SPLEEN: le domeniche infami

 “Il problema non è mai essere soli: è essere soli quando si dovrebbe essere in due"

Con questa canzone, chiedo umilmente a qualche anima buona di invitarmi a pranzo o per un caffè la domenica: il giorno più squallido della settimana per una donna sola. Tradizionalmente è il giorno della famiglia e chi non ne ha una, chi non ha un compagno e nemmeno un fratello/sorella come me, deve subire i festeggiamenti e il casino condominiale delle famiglie altrui. 

I pranzi domenicali nel mio immobile assomigliano molto a minacce di terremoto: rimbombi di corse d’infanti della stazza di un elefante, cani indemoniati,  sghignazzi satanici da strega, stridore di sedie, poltrone e tavoli tipo trasloco (magari!).  Tutto questo, per una donna sola e potenzialmente creativa, produce un doppio blocco:

  • Non posso né scrivere, né comporre, né correggere bozze perché c’è troppo rumore per concentrarsi;
  • Non posso nemmeno riposare per le medesime ragioni. 

A parte le domeniche, segnalo anche i preziosi condomini che si mettono a ragionare al telefono con le loro voci stridule o cavernose alle tre o alle quattro di notte, continuando per ore. Le pareti di carta-velina sono impietose come loro. 

Non avendo i mezzi per vivere davvero da sola in campagna, ringrazio in anticipo qualunque anima compassionevole che si farà carico, almeno la domenica, di tirarmi fuori di casa per un paio di ore. In alternativa, sono anche ben accette opere di insonorizzazione da parte di uomini gentili, pratici e volenterosi.

La canzone: Sunday Spleen


Sunday Spleen


Scegliti un accordo e

guarda cosa porta in te

Non è andata via la solitudine?

Stelle di una melodia 

che sale, si libra e vola via 

le pareti grigie non l’affondano


Sunday spleen, le domeniche qui 

chi vorresti non resta, se ne va, se ne infischia 

i vicini fan festa

Sunday spleen, non c’è neanche Drive-in 

tutti  hanno qualcuno, un fratello, un invito 

a me resta il frastuono di vertigine vuoto, di vertigine vuoto, …


Scegliti un accordo e poi 

guarda  dove siamo noi  

sabati e domeniche dispersi (e persi!)

Emozioni statiche, 

paranoie rigide, 

sono i sentimenti che soccombono


Sunday spleen, le domeniche al gin, 

Herman Hesse e Queneau, Samuel Beckett, Rimbaud, 

Dio, gli amori che ho

Sunday Spleen, me ne vado così, non ti manco, non senti, i cristalli son spenti ho perduto gl’incanti, 

ho finito gli amanti, cristalli infranti….