domenica 8 febbraio 2026

IL MIO ALBUM È ONLINE!!

“Ripetere sempre lo stesso errore, l'unico a cui si è predestinati. - Einen Fehler immer wiederholen, den einen machen, mit dem man ausgezeichnet ist. (Ingeborg Bachmann) 

Sono sola, stanca e vecchia, ormai, e l’unico passatempo che mi resta è ricordare ad alta voce gli amori che non ho avuto, i figli che non ho fatto, le carriere che ho mancato. 

Ma almeno il mio cd è nato! 

Adesso, anche su tutte le piattaforme musicali online: La donna metafisica

https://www.sarabini.com/

MY ALBUM IS ONLINE!

 “Always to repeat a mistake, to make the mistake by which one is marked.

- Einen Fehler immer wiederholen, den einen machen, mit dem man ausgezeichnet ist.”(Ingeborg Bachmann)

I am alone, tired and old now, and the only pastime I have left is to remember aloud the loves I never had, the children I never had, the careers I missed out on. 

But at least my CD is out! Now available on all online music platforms: La donna metafisica


https://www.sarabini.com/

domenica 4 gennaio 2026

SUNDAY SPLEEN: le domeniche infami

 “Il problema non è mai essere soli: è essere soli quando si dovrebbe essere in due"

Con questa canzone, chiedo umilmente a qualche anima buona di invitarmi a pranzo o per un caffè la domenica: il giorno più squallido della settimana per una donna sola. Tradizionalmente è il giorno della famiglia e chi non ne ha una, chi non ha un compagno e nemmeno un fratello/sorella come me, deve subire i festeggiamenti e il casino condominiale delle famiglie altrui. 

I pranzi domenicali nel mio immobile assomigliano molto a minacce di terremoto: rimbombi di corse d’infanti della stazza di un elefante, cani indemoniati,  sghignazzi satanici da strega, stridore di sedie, poltrone e tavoli tipo trasloco (magari!).  Tutto questo, per una donna sola e potenzialmente creativa, produce un doppio blocco:

  • Non posso né scrivere, né comporre, né correggere bozze perché c’è troppo rumore per concentrarsi;
  • Non posso nemmeno riposare per le medesime ragioni. 

A parte le domeniche, segnalo anche i preziosi condomini che si mettono a ragionare al telefono con le loro voci stridule o cavernose alle tre o alle quattro di notte, continuando per ore. Le pareti di carta-velina sono impietose come loro. 

Non avendo i mezzi per vivere davvero da sola in campagna, ringrazio in anticipo qualunque anima compassionevole che si farà carico, almeno la domenica, di tirarmi fuori di casa per un paio di ore. In alternativa, sono anche ben accette opere di insonorizzazione da parte di uomini gentili, pratici e volenterosi.

La canzone: Sunday Spleen


Sunday Spleen


Scegliti un accordo e

guarda cosa porta in te

Non è andata via la solitudine?

Stelle di una melodia 

che sale, si libra e vola via 

le pareti grigie non l’affondano


Sunday spleen, le domeniche qui 

chi vorresti non resta, se ne va, se ne infischia 

i vicini fan festa

Sunday spleen, non c’è neanche Drive-in 

tutti  hanno qualcuno, un fratello, un invito 

a me resta il frastuono di vertigine vuoto, di vertigine vuoto, …


Scegliti un accordo e poi 

guarda  dove siamo noi  

sabati e domeniche dispersi (e persi!)

Emozioni statiche, 

paranoie rigide, 

sono i sentimenti che soccombono


Sunday spleen, le domeniche al gin, 

Herman Hesse e Queneau, Samuel Beckett, Rimbaud, 

Dio, gli amori che ho

Sunday Spleen, me ne vado così, non ti manco, non senti, i cristalli son spenti ho perduto gl’incanti, 

ho finito gli amanti, cristalli infranti….