domenica 4 settembre 2022

LUCE DI CRISTALLO

“…pura luce che si è fatta materia.”(AlbaSali)

English version al link : Crystal Light

Crystal Light è fondamentalmente una dolce preghiera alla Luce, concentrata nell’immagine del cristallo, uno dei testimoni più antichi  e più belli delle origini dell’universo. ‘Cristalli’ è anche il titolo della raccolta di poesie che intendo pubblicare a breve. È il mio appassionato omaggio alla Luce che, in un estremo slancio di amore, s’imprigiona nella materia densissima, e cioè nello stato minerale. 

Questa canzone nasce da un momento di sconforto e disorientamento, in cui tendo a percepire la mia vita appunto come prigione, frustrazione, stasi. Complice la situazione di pan-demenza e affini, da più di due anni fatico a vedere un risultato al mio impegno, i miei sforzi sembrano andare a vuoto e non sento corrispondenza in nessun ambito del mio vivere quotidiano. Da qui l’invocazione a un tipo di luce metafisica che mi aiuti a vedere chiaro, a riscoprire l’amore laddove ne percepisco l’assenza, il senso dove sembra regnare soltanto l’insignificanza. 

Se tuttavia prendo le distanze dal mio male di vivere, ‘Crystal Light’ rappresenta comunque il processo alchemico della creatività che trasforma la sofferenza in canto, conferisce all’inquietudine un po’ di  bellezza e rende dignitosa, forse perfino sopportabile,  la sconfitta. 

Qui di seguito il video, il testo e la traduzione della canzone. 

CRYSTAL LIGHT


Crystal clear,

don’t wanna a live in fear

I’m wasting my best years

Crystal light,

refracted in my eyes

it burns, it makes me blind


But still, I crave that loving kiss

by now i got it missed

and lost my inner glow


I go, heartbroken through the nights

my feelings crystallized 

unheard and undesired


Crystal clear,

this love is just unreal

unlived through days and years

Crystal light

refracted in my mind

will ever make it shine?


and still, I crave that loving thrill

by now I just feel ill

I lost my inner glow

and so, no reason to stay here

no reason to keep trying

forgive me crystal light

forgive me crystal light

crystal light

LUCE DI CRISTALLO


Chiaro come il cristallo,

non voglio vivere nella paura

sto sprecando i miei anni migliori

Luce di cristallo,

rifratta nei miei occhi,

brucia, mi rende cieca


Eppure, mi struggo ancora per quel bacio amorevole

ormai l’ho mancato

e ho perso il mio bagliore interiore

E vado, nelle notti, col cuore spezzato

i miei sentimenti cristallizzati

non-uditi e indesiderati 


Chiaro come il cristallo,

quest’amore è proprio irreale

non vissuto attraverso i giorni  e gli anni

Luce di cristallo, 

rifratta nella mia mente…

la farà mai splendere?


E ancora, mi struggo per quel brivido d’amore

ormai mi sento solo malata

ho perso la mia luce interiore

E così, non c’è ragione di restare

non c’è motivo di continuare

perdonami, luce di cristallo

perdonami, luce di cristallo 

Per prenotare  un colloquio  di Counseling contattatemi attraverso il mio sito  Le Vie per l'Armonia.

CRYSTAL LIGHT

"...pure light that has become matter."(AlbaSali)

Versione italiana al link:Luce di cristallo

Crystal Light is basically a gentle prayer to Light, concentrated in the image of crystal, one of the oldest and most beautiful witnesses to the origins of the universe. 'Crystals' is also the title of the collection of poems I intend to publish shortly. It is my passionate homage to the Light which, in an extreme outburst of love, imprisons itself in the densest matter, namely in the mineral state. 

This song was born out of a moment of discouragement and disorientation, in which I tend to perceive my life precisely as prison, frustration, stasis. Complicated by the situation of pan-dementia and the like, for more than two years I have been struggling to see some results, my efforts seem to go in vain and I feel no correspondence in any area of my daily life. Hence the invocation of a kind of metaphysical light to help me see clearly, to rediscover love where I perceive its absence, meaning where only insignificance seems to reign. 

If, however, I distance myself from my pain of living, 'Crystal Light' still represents the alchemical process of creativity that transforms suffering into song, gives restlessness a little beauty and makes defeat dignified, perhaps even bearable. 

Below is the video and the lyrics of the song:

CRYSTAL LIGHT


Crystal clear,

don’t wanna a live in fear

I’m wasting my best years

Crystal light,

refracted in my eyes

it burns, it makes me blind


But still, I crave that loving kiss

by now i got it missed

and lost my inner glow


I go, heartbroken through the nights

my feelings crystallized 

unheard and undesired


Crystal clear,

this love is just unreal

unlived through days and years

Crystal light

refracted in my mind

will ever make it shine?


and still, I crave that loving thrill

by now I just feel ill

I lost my inner glow

and so, no reason to stay here

no reason to keep trying

forgive me crystal light

forgive me crystal light

crystal light


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lunedì 22 agosto 2022

PERFETTI….SONO TUTTI PERFETTI

“Signore, dammi la castità e la continenza, ma non subito.” (Sant’Agostino)

English version at the link Perfect

Ci è stato detto che la materia, il corpo e il desiderio sono ‘male’. Siamo cresciuti nella pia illusione che, reprimendo bisogni e desideri,  ci avrebbero considerati ‘buoni’ e quindi degni di amore.

La materia può eventualmente rappresentare il male in senso ontologico, se la vediamo come il massimo grado di allontanamento dalla libertà dello spirito, di cui tuttavia è il polo necessario alla manifestazione. Certo, più la materia è densa, più è vincolata, vincolante  e capace di  opporre una tenace resistenza all’impulso creativo dell’Idea. 

Il corpo e le sue pulsioni sono anch’esse necessitate e necessitanti, tuttavia possono essere trasfigurati e santificati. Un esempio per tutti: fondere l’impulso sessuale animale all’amore e alla dedizione per un unico partner già implica un processo alchemico che redime la bestia e seduce l’angelo. 

Infine, il desiderio è il motore imprescindibile con cui la vita viene in essere ed esplora se stessa. Si può facilmente osservare come una persona con scarso desiderio cada nell’apatia e nell’inerzia. Questo potentissima energia può essere in qualche misura domata, se non perfino sollevata dal livello puramente quantitativo a quello qualitativo. Diventa così un’istanza sublime:  lo slancio verso la vera conoscenza e verso un amore meno contaminato che ci rende nobili servitori della Vita.

I più grandi maestri zen affermano che “ogni giorno è un giorno fortunato”: se sviluppiamo attenzione e consapevolezza, ci rendiamo conto che ogni attimo è diverso dal precedente ed è potenzialmente carico di doni. Anche un’emozione ‘negativa’ è un dono: si tratta comunque di energia, di un movimento capace di spingerci a indagare, a ri-cercare noi stessi. 

Non si diventa completi finché non si integrano tutti i colori dell’esperienza in questa dimensione; non si diventa autenticamente divini se prima non si è stati pienamente umani. Chi evita di agire o di ‘sporcarsi le mani’ perché mira solo alla perfezione resta spesso impigliato in un idolo mentale, algido, statico, talvolta  mortifero. Al contrario, l’intrinseca imperfezione della vita è continuo tentativo, calore e moto che creano una sempre nuova e inedita possibilità di bellezza. 

Ecco perché nel film ‘L’ultimo samurai’, Katsumoto, dopo aver trascorso la vita a cercare ‘il fiore perfetto’, in punto di morte riconosce che “tutti sono perfetti”. In un estremo saluto, la mente separata e separativa si discioglie, ammirando come tutti gli esseri siano le note e i timbri insostituibili di quell’unica, irripetibile sinfonia che è la vita, adesso.  

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PERFECT…THEY ARE ALL PERFECT

”Lord, give me chastity and continence, but not yet." (St Augustine)

Versione italiana al link Perfetti


We have been told that matter, the body and desire are 'evil'. We have grown under the pious illusion that, by repressing needs and desires, we would be considered 'good' and therefore worthy of love.

Matter, at most, can represent evil in an ontological sense, if we see it as the highest degree of estrangement from the freedom of the spirit, whose manifestation it nevertheless is. Certainly, the denser matter is, the more constrained, binding and capable of offering tenacious resistance to the creative impulse of the Idea.

The body and its drives are also necessary and necessitating, yet they can be transfigured and sanctified. An example for all: merging the animal sexual impulse with love and dedication for a single partner already implies an alchemical process that redeems the beast and seduces the angel. 

Finally, desire is the inescapable engine by which life comes into being and explores itself. One can easily observe how a person with little desire falls into apathy and inertia. This powerful energy can be tamed to some extent, if not even raised from the purely quantitative to the qualitative level. It thus becomes a sublime instance: the impetus towards true knowledge and towards a less contaminated love that makes us noble servants of Life.

The greatest Zen masters say that 'every day is a lucky day': if we develop attention and awareness, we realise that every moment is different from the previous one and it is potentially full of gifts. Even a 'negative' emotion is a gift: it is still energy, a movement that can push us to investigate, to seek ourselves. 

One does not become complete until one has integrated all the colours of experience into this dimension; one does not become authentically divine if one has not first become fully human. Those who avoid acting or 'getting their hands dirty' because they only aim at perfection often become entangled in a mental idol, algid, static, sometimes deadly. On the contrary, the intrinsic imperfection of life is continuous endeavour, warmth and motion that create an ever new and unprecedented possibility of beauty. 

That is why in the film 'The Last Samurai', Katsumoto, after spending his life searching for 'the perfect flower', at the point of death acknowledges that "everyone is perfect". In a final farewell, the separate and separative mind dissolves, admiring how all beings are the irreplaceable notes and timbres of the unique, unrepeatable symphony that is life, now. 

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lunedì 15 agosto 2022

I SISTEMI ENERGETICI

 “Torna a casa, Lassie!” (cit.)

English version at the link Energy Systems

A dispetto delle apparenze,  quest’articolo non tratterà gli impianti elettrici né i meccanismi metabolici del corpo umano. Per ‘sistema energetico’ intendo qui un organismo vivente formato da un gruppo strutturato di persone: una coppia, una famiglia, un gruppo di amici o di lavoro. Prendiamo, ad esempio, proprio la famiglia: non a caso è definita ‘sistema’ anche in psicologia, poiché è costituita da un insieme di elementi coordinati in un’unità funzionale - ahimè, talvolta perfino disfunzionale. 

Con ‘energetico’, invece, considero tutta una serie di meccanismi perlopiù inconsci, che i membri del sistema mettono in atto per la sopravvivenza del sistema stesso. Esattamente come un organismo vivente, il sistema ha una sua forma di coscienza e un suo istinto di sopravvivenza, anche aldilà delle apparenti ‘volontà’ o dichiarazioni d’intenti dei singoli elementi costitutivi. 

Un esempio classico: ci sono coppie in cui l’entità ‘relazione’ è molto più forte delle volontà dei due partner. Questi ultimi preferiscono litigare di continuo o  tradirsi ripetutamente piuttosto che lasciarsi e quindi ‘uccidere’ il sistema. 

Nelle famiglie invece, è il passaggio dello ‘svincolo’ dei figli ad essere caratterizzato da una forte ambivalenza. Si tratta di una dinamica normale finché rientra in certi limiti di età e di manifestazione; del resto, ogni sistema oppone resistenza al cambiamento, perché viene percepito come una ‘morte’. Tuttavia, in una famiglia sana, alla fine si lascia andare la prole e il sistema si ricompone includendo generi, nuore ed eventuali nipoti. Il ‘nuovo’ viene dunque integrato e accolto invece che escluso, negato e sabotato a priori. 

Tale rifiuto avviene quando il meccanismo si inceppa e ogni elemento di novità, che per caso entra in relazione o gravita intorno al nucleo familiare  originario, assume contorni  disturbanti e minacciosi. Allora tutto il sistema si organizza per difendersi e ‘farlo fuori’. 

Ripeto, questo accade a un livello di cui le persone non hanno la minima coscienza. Le resistenze, più sono inconsapevoli, più si manifestano come fatti esterni, indiscutibili e oggettivi. La figlia deve andare per un mese dal fidanzato in Germania? Guarda caso proprio in quei giorni la nonna sta male, il cane ha la diarrea, l’auto deve essere portata dal meccanico, il canarino ha gli attacchi di panico. Il figlio ha un colloquio di lavoro importante che potrebbe portarlo fuori dal nido? In quella precisa data ci sarà senza dubbio un importante e improrogabile appuntamento dal medico, dove il giovane dovrà  assolutamente accompagnare la madre o il padre. 

‘Assolutamente’, intendiamoci, è qualcosa di molto sottile: a livello di parole si  pronunciano frasi come ‘fai quel che ti senti, siamo felici per te’… ma a livello energetico il guinzaglio tira in casa il povero Lassie.

Si tratta di dinamiche che ho osservato, studiato e sperimentato più volte, in me e nelle persone che mi circondano, arrivando  alla disincantata conclusione che non ci sono né vittime né carnefici. Il figlio non emancipato, la fidanzata costantemente tradita o la madre immolata hanno ampiamente sottoscritto questo patto energetico di lealtà a un sistema disfunzionale. Nessuno, tranne loro stessi, può liberarli: quando il meccanismo è incancrenito, al massimo può intervenire un evento-shock, che raramente è di tipo lieto. Il positivo, infatti, implica saper sostenere e nutrire la vibrazione di gioia, entusiasmo e amore; dote quantomai rara nell’essere umano medio, specialmente di una certa età. Nella maggior parte dei casi, si resta quindi nel beato status quo a meno che non arrivino lezioni dure ed esperienze traumatiche a farci muovere un po’ le chiappe. 

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ENERGY SYSTEMS

 "Lassie Come Home" (cit.)

Versione italiana al link  I sistemi energetici

Despite appearances, this article will not deal with the electrical systems or metabolic mechanisms of the human body. By 'energy system' I mean here a living organism made up of a structured group of people: a couple, a family, a group of friends or a work group. Take, for example, the family: it is no coincidence that it is also referred to as a 'system' in psychology, since it consists of a set of elements coordinated in a functional - alas, sometimes even dysfunctional - unity. 

By 'energetic', on the other hand, I consider a whole series of mostly unconscious mechanisms that the members of the system put in place for the system's survival. Exactly like a living organism, the system has its own form of consciousness and survival instinct, even beyond the apparent 'wills' or declarations of intent of the individual constituent elements. 

A classic example: there are couples whose 'relationship' entity is much stronger than the wills of the two partners. The latter prefer to quarrel continuously or betray each other repeatedly rather than break up and thus 'kill' the system. 

In families, on the other hand, it is the step of children’s emancipation that is characterised by strong ambivalence. This is a normal dynamic as long as it is within certain limits of age and manifestation; after all, every system resists change because it is perceived as a 'death'. However, in a healthy family, eventually the offspring are let go and the system recomposes itself by including sons-in-law, daughters-in-law and possible grandchildren. The 'new' is thus integrated and welcomed; not excluded, denied and sabotaged a priori. 

This happens when the mechanism breaks down and every element of novelty, which by chance enters into relationship with or gravitates around the original family unit, takes on disturbing and threatening contours. Then the whole system organises itself to defend itself and 'take him out'. 

Again, this happens at a level of which people are not aware. The more unconscious resistances are, the more they manifest themselves as external, indisputable and objective facts. The daughter has to go to her boyfriend's in Germany for a month? It just so happens that on those days the grandmother is sick, the dog has diarrhoea, the car has to be taken to the mechanic, the canary has panic attacks. The son has an important job interview that might take him out of home? On that day, there will undoubtedly be an important and unpostponable doctor's appointment, where the youngster absolutely must accompany his mother or father. 

'Absolutely', mind you, is something very subtle: at the level of words, phrases like 'do what you feel, we're happy for you' are uttered... but at the level of energy, the leash pulls poor Lassie in. 

These are dynamics that I have observed, studied and experienced many times, in myself and in the people around me, coming to the disenchanted conclusion that there are neither victims nor perpetrators. The unemancipated son, the constantly betrayed girlfriend or the immolated mother have largely subscribed to this energetic pact of loyalty to a dysfunctional system. No one but themselves can free them: when the mechanism is entrenched, at best a shock event can intervene, which is rarely a happy one. The positive in fact implies being able to sustain and nurture the vibration of joy, enthusiasm and love; a rare endowment in the average human being, especially of a certain age. In most cases, we therefore remain in the blissful status quo unless hard lessons and traumatic experiences come along to get us off our asses a bit. 

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mercoledì 3 agosto 2022

COGLIERE LE OCCASIONI

“Alla mia età, devo evitare la tensione.”(Arnold Bennett)

English version at the link Taking chances

Proprio qualche giorno fa riflettevo, con un’amica, di come la vita presenti a tutti delle opportunità per migliorare e crescere, anche se  spesso in aperto contrasto con le nostre abitudini o il nostro comodo status quo.

L’intelligenza della persona si misura proprio  in base alla sua capacità di riconoscere tali occasioni per evolvere e di saperle cogliere. Sembra ci sia un’età limite dopo la quale, se non si sono fatti determinati passi di emancipazione, probabilmente non saremo più capaci di compierli. Questo limite può variare a seconda dei contesti culturali, tuttavia per quello che osservo intorno a me, si aggira tra i 30-35, massimo 40 anni. 

Se non si è usciti dalla casa dei genitori o non si sono fatte esperienze di matrimonio e convivenza nel giro di quegli anni, sarà ben difficile che si sia in grado di farle dopo, a meno di eventi particolari. Dopo i quarant’anni, tutto ciò che è cambiamento viene percepito come doppiamente minaccioso e basta un micro-pensiero disturbante a bloccare ogni nostro estro creativo o slancio temerario. Le nostre emozioni sono ormai sclerotizzate e poco vitali, il nostro senso dell’avventura pari a quello di un timido pangolino, la nostra carica erotica si avvicina asintoticamente allo zero.  Diciamolo: stiamo bene nei nostri piccoli comfort e nella nostra rassicurante routine, anche se ogni tanto ci annoiamo o recriminiamo che la vita ‘non ci ha offerto occasioni’. 

Facciamo un esempio classico: sono una donna sulla quarantina, sempre vissuta con i genitori, e arriva un uomo che mi piace, magari anche con una casa di proprietà. Dopo un po’ che ci frequentiamo, mi chiede di far crescere la nostra relazione e andare a vivere insieme. La reazione? “Certo caro, sarebbe un sogno, ma…” e parte il rosario di pretesti,  sebbene tutti ineccepibili e sensati : non abbiamo un lavoro stabile, dobbiamo accudire i genitori anziani, dobbiamo badare il cane, cambiare la lettiera al gatto, traslocare l’ecumenico guardaroba e gli accessori per trucco e parrucco. Così rimandiamo all’infinito - e allo sfinimento del poveretto - il passo fuori dall’utero materno.

Poi il tempo passa, il fidanzato passa e noi siamo sempre lì, bimbi viziati e non cresciuti, a lamentarci che le occasioni capitano solo agli altri, che l’universo è ingiusto e crudele, che mi meritavo quel posto di lavoro o quei soldi che ‘sicuramente’ mi avrebbero fatto andare a vivere per conto mio o a convivere con il partner. Di rado ci rendiamo conto che le nostre esistenze un po’ misere sono gli effetti puntuali di cause mosse da noi, che abbiamo mancato le nostre opportunità per pigrizia, immaturità e paura della stessa vita. 

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