sabato 8 luglio 2023

LA NOSTALGIA STRUGGENTE - by Michael Brown

“…et inquietum est cor nostrum donec requiescat in Te. - …e inquieto è il nostro cuore fino a quando non riposa in Te.”(Sant’Agostino)

English version: The longing

Questo post è dedicato a coloro che si sentono un po’ alieni qui,  a quelli che “sono nel mondo, ma sanno di non appartenere al mondo”. Riporto le parole di Michael Brown, uno dei miei Maestri. Quest’uomo immenso ha sviluppato una tecnica per integrare le proprie ferite emotive e tornare alla nostra vera essenza, alla nostra autenticità. Potete trovare tutto sul suo sito: The Presence Process

“…perché anch’io so che questo mondo non è la mia casa.

Sono un visitatore. Sono come un ospite in un hotel molto elaborato. Non sono qui per dire al personale come fare i loro affari o per ottenere un lavoro a tempo pieno alla reception. Certo, posso lamentarmi e lamentarmi del servizio dell'hotel, ma è un mio diritto in quanto ospite. Non che qualcuno presti attenzione alle mie lamentele. Quindi, essendo un ospite, non risistemerò i mobili della mia stanza più di quanto sia necessario per completare l'attività che sto svolgendo. Né, al termine del mio soggiorno., lascerò la stanza con la capacità o l'intenzione di portare via con me i mobili. Appartengono all'hotel e, francamente, non ho alcun desiderio di arredare la mia vera casa con i mobili dell'hotel! Niente di quello che c'è qui mi appartiene o è mio. Sono già abbastanza senza tutto ciò.

Tuttavia, non ho intenzione di scappare dall’hotel, solo perché ho capito che non è la mia casa. Il ritorno a casa è inevitabile e si svolge quando è necessario. Mi fido implicitamente di questo. Far sì che accada non è affar mio. Mi manca casa? Certo. So esattamente cosa mi manca? Non ne ho la più pallida idea. Eppure, dentro di me c'è un faro, che emana una risonanza malinconica, che mi impedisce di identificare erroneamente l'hotel e il personale come qualcosa di permanente. Come faccio a sapere cosa devo fare qui? Solo il momento rivela ciò che è necessario, perché ciò che è necessario accade - e quindi rispondo a questo in ogni momento, nel miglior modo possibile.

È una creazione molto strana, paradossale, tridimensionale, olografica, che richiede una partecipazione totale in cui immergersi. È un'esperienza meravigliosa e allo stesso tempo orribile! Molti anni fa mi sono reso conto che tutti i miei sforzi per "uscirne", sia con l'uso di sostanze che con il fervore religioso, mi hanno semplicemente portato ancora di più nella confusione e lontano da me stesso. Ora, nei più profondi recessi del mio essere, so che l'unica via per uscire è  entrare, cioè presentarsi in questa esperienza con tutta la pienezza che ho la capacità di mettere insieme.

Naturalmente, in ogni momento fallisco irrimediabilmente in questo intento. Ma il mio fallimento non annulla mai l'intento. Quindi, sì, anch'io sento la struggente “nostalgia”. Ma non cerco di soddisfarla, anzi ne celebro la bellissima agonia. Lascio che mi ricordi, ogni giorno, di dedicare un po' di tempo a dirigermi verso Casa, verso l'Interno e verso l’Alto." 

Per prenotare  un colloquio  di Counseling contattatemi attraverso il mio sito  Le Vie per l'Armonia.


THE LONGING - by Michael Brown

 “…et inquietum est cor nostrum donec requiescat in Te. - and restless is our heart until it rests in You.”(Saint Augustine)

Versione italiana al link:La nostalgia struggente

This post is dedicated to those who feel a bit alien here, those who "are in the world but know they do not belong in the world." I quote below the words of Michael Brown, one of my Masters. This immense man has developed a technique to integrate one's emotional wounds and return to our true essence, our authenticity. You can find it all on his website:The Presence Process

“….because I also know this world is not my home.


I am a visitor here. I am like a guest in a very elaborate hotel. I am not here to tell the staff how to do their business or to get a fulltime job at the reception desk. Of course, I may moan and groan about the hotel's service - but that is my right as a guest. Not that anyone pays any attention to my gripes. So, being a guest, I am not going to rearrange the furniture in my room more than is required to complement my current required activity. Nor am I going to check out after my stay with the capacity or intent to carry any of the furniture out with me. It belongs to the hotel - and quite frankly - I have no desire to furnish my real home with this hotel furniture! None of what is here belongs to me or is mine to own. I am already enough without it.


However, nor am I going to run from the hotel because I realize it is not my home. Going home is inevitable and unfolds when required. I trust this implicitly. Making it happen is not my business. Do I miss home? Of course. Do I know exactly what it is I am missing? I haven't a cooking clue. Yet, within me there is a signal beacon emanating a melancholic resonance which keeps me from mistakenly identifying with the hotel and the staff as being something permanent. How do I know what I am supposed to do while here? Only the moment reveals what is required, because what is required happens - and so I respond to this in each moment as best as I am able.

It is a very strange, paradoxical, 3D, holographic, full-participation, completely hands-on creation to be immersed in. What a wonderful and simultaneously horrific experience! Many years ago I realized all my efforts to "get out of it", whether via substance use or religious fervor - simply led me further into amazement [what is meant to be a maze] and away from myself. Now, I know in the deepest recesses of my being that the only way out is in - is showing up in this experience as fully as I have the capacity to muster.


Of course, in each moment I fail hopelessly at this intent. But, my failing does not ever nullify the intent. So, yes, I too feel "the longing". But I do not try to satisfy it - I instead celebrate the beautiful agony of it. I allow it to remind me daily to spend some time pointing myself homeward - onward, inward, and upward.”

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domenica 2 luglio 2023

ULTRAFANIA: la canzone

“Stupendo sentire come la mia poesia cresce

mentre io mi ritiro.

Cresce, prende il mio posto.

Si fa largo a spinte.

Mi toglie di mezzo.

La poesia è pronta.”

(Tomas Tranströmer)

English version : Ultraphany

In questo articolo, pubblico il testo della mia canzone ‘Ultrafania’, che potrebbe essere considerata la colonna sonora del mio omonimo libro. Questa silloge è uscita qualche mese fa presso la Delta 3 Edizioni e si può acquistare al seguente link:Ultrafania

Il testo di ‘Ultrafania’, invece,  andrà nella mia prossima raccolta di poesie, che prevede anche una parte dedicata alla canzoni poetiche. Nel testo ci sono frammenti delle poesie inserite nella silloge stessa, come il riferimento al ‘salice’  e al ‘viaggio d’inverno’.

Il video della canzone si trova al seguente link: Ultrafania

Il testo:


ULTRAFANIA



Ultrafania è la strada che

mi porta a Te, mi porta a Te

Con la poesia, si spezzan secoli

di vigliaccheria, in mezzo agli uomini

Ultrafania è il desiderio che

porto dentro me, portami via!


Lignaggio celeste e stirpe di eroi

mi chiedo, piangendo, che è stato di noi

il salice è verde, i suoi rami frondosi 

e io attendo


Un viaggio d’inverno tra lacrime e vento

il ghiaccio già scende sul grido di pianto

adesso non resta che fare silenzio,

silenzio


Che luce sia, la mia poesia

ultrafania, la mia poesia

Portami via, portami con Te

portami sempre nel tuo cuore 

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ULTRAPHANY: the song

"Fantastic to feel how my poem grows

while I myself shrink.

It grows, it takes my place.

It pushes me aside.

It throws me out of the nest.

The poem is ready."

(Tomas Tranströmer)

Versione Italiana: Ultrafania

In this article, I publish the lyrics of my song 'Ultrafania,' which could be considered the soundtrack of my book of the same name. This sylloge came out a few months ago from Delta 3 Editions and can be purchased at the following link: Ultrafania.

The text of 'Ultrafania,' on the other hand, will go into my next collection of poems, which also includes a part dedicated to poetic songs. There are fragments of the poems included in the sylloge itself in the lyrics, such as the reference to 'willow tree' and 'winter journey'.

The video of the song can be found at the following link:Ultrafania

Lyrics:


ULTRAPHANY



Ultraphany is the way that

Leads me to you, leads me to You

With poetry, centuries are broken

Of cowardice, in the midst of men

Ultrafania is the desire that

I carry within me, take me away!


Heavenly lineage and lineage of heroes

I wonder, weeping, what has become of us

The willow tree is green, its branches leafy 

And I await


A winter's journey through tears and wind

The ice already falls on the cry of weeping

Now all that remains is silence,

silence


Let there be light, my poetry

ultrafania, my poetry

Take me away, take me with You

Take me always in your heart


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venerdì 17 marzo 2023

ULTRAFANIA: Ciò che per me è la poesia

“…uno stato spirituale molto simile a quella condizione cardiaca che il fisiologo italiano Luigi Galvani, con una frase quasi altrettanto bella che quella di Shelley, ha chiamato ‘l’incanto del cuore’.”(James Joyce)

English version at the link: Ultraphany

‘Ultrafania’ raccoglie il fiore di quella parte della mia produzione poetica che s’irradia dai 15 ai 35 anni. Questa parola, a molti forse sconosciuta, si può tradurre come ‘manifestazione dall’Oltre’, una sorta di apparizione, di comunicazione da un’altra dimensione. Questo, per me, è la poesia: un modo di comunicare con il Mistero, l’Essenza di ogni Vita che pulsa segreta e magnifica fuori e dentro di noi.

Così, ho rimescolato e ri-combinato le mie liriche secondo suggestioni alchemiche e mistiche, permeandole di quella melodia sottile che ci ricorda costantemente la nostra origine nell’Assoluto. Si tratta dunque di un percorso che si snoda attraverso i quattro elementi, continuando con le variopinte figurazioni dell’anima per poi infine risolversi nell’esperienza polifonica della con-passione. Spero che il lettore possa gustare questo viaggio tra pensiero e fantasia, intelletto e intuizione, ritrovando voci di sé sopite e memorie  di altri mondi. 

Il libro si può acquistare sul sito della Delta 3 Edizioni, al seguente link:  Ultrafania
 

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ULTRAPHANY: What poetry is to me

 "...a spiritual state very like to that cardiac condition which the Italian physiologist, Luigi Galvani, using a phrase almost as beautiful as Shelley’s, called the enchantment of the heart’."(James Joyce)

Italian version at the link:Ultrafania, la poesia per me

'Ultraphany' gathers the flower of that part of my poetic production that radiates from ages 15 to 35. This word, perhaps unknown to many, can be translated as 'manifestation from the Beyond,' a kind of apparition, of communication from another dimension. This, to me, is the poetry: a way of communicating with the Mystery, the Essence of every Life that pulses secretly and magnificently outside and inside us.

Thus, I have reshuffled and re-combined my lyrics according to alchemical and mystical suggestions, imbuing them with that subtle melody that constantly reminds us of our origin in the Absolute. It is therefore a path that winds through the four elements, continuing with the colorful figurations of the soul and then finally resolving itself in the polyphonic experience of con-passion. I hope the reader will enjoy this journey between thought and imagination, intellect and intuition, finding dormant voices of self and memories of other worlds.

You can purchase the book at the link: Ultrafania




domenica 5 marzo 2023

LA MIA CANZONE "TONIA KRÖGER"

“La vita è sempre più importante dei nostri problemi.”(Rodolfo Carone, Francesca Tuzzi)

Questa canzone è liberamente ispirata al “Tonio Kröger” di Thomas Mann, uno dei miei libri preferiti al liceo e all’università. Il testo, che posto qui di seguito, riflette la mia sensazione di aver talvolta vissuto e, di stare in parte ancora vivendo, un simulacro di vita. Questo  riguarda soprattutto quegli aspetti della mia esistenza più contaminati da rigidità, blocchi emotivi, paure. 

Tale stato di paralisi della volontà, tale era glaciale delle emozioni e dei sentimenti, tale fuga sul piano mentale-intellettuale raggiunse il culmine durante i miei anni universitari.  Fortunatamente, ricordavo di aver trascorso momenti di maggiore armonia e coerenza interiore e maturai un’idea intuitiva di cosa fare per recuperarli. 

Qui la parola chiave è proprio ‘fare’. Senza azione, e ovviamente mi riferisco a un’azione diversa da quelle abitudinarie, non avviene nessun cambiamento. Tra l’altro, quando ti metti con onestà in un percorso di guarigione, la Vita, o Dio per chi crede, ti manda degli ‘aiutanti’, cioè  persone, libri e situazioni  che possono sostenerti in questo nuovo cammino. Non tutti hanno il coraggio e l’umiltà di trarne beneficio, o tantomeno di chiedere aiuto, schermandosi dietro a un falsamente eroico ‘devo farcela da solo’. 

Nel mio caso sono occorsi anni di disciplinato lavoro interiore prima di ritrovare un equilibrio decente, poiché la trasformazione delle emozioni non è un processo sotto il diretto controllo della volontà. In più, quando la dimensione affettiva è tristemente congelata, la stessa volontà si blocca. 

Guarire significa riunificare i vari aspetti della nostra esistenza, laddove la malattia è proprio la tendenza a segmentarli in compartimenti stagno che spesso si ostacolano a vicenda o perseguono fini contrastanti. Che ogni sincero ricercatore possa trovare la via per risanare le proprie dolorose fratture interiori e gustare la pienezza di vita che Cristo stesso ci ha promesso “Sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza”(Gv 10,10) e che è nostro diritto di nascita.


Qui di seguito il video e il testo della canzone TONIA KRÖGER

TONIA KRÖGER


Eccomi qua, Tonia di Thomas Mann, spettatrice di vite non mie

Inge e Hans sotto il vischio, mentre io m’intristisco

Spettatrice di gioie non mie

Oramai, lascio star…     Beh’ ormai, lascio andar

Eccomi qua, Tonia di Thomas Mann

affamata di banalità

baci, balli e risate, dietro un vetro osservate

affamata di semplicità

Oramai, lascio star…     Beh’ ormai, lascio andar


Tra due mondi io oscillo, la poesia è il mio appiglio

ma la vita mi scivola via

sconto il contrappasso, nel mio karma ormai impresso

e l’amore mi scivola via

Tra i miei libri m’impiglio, che non trovo di meglio

deprivata di vitalità

ora che chiedo poco, neanche questo mi è dato

alla prossima vita, chi sa 

Per prenotare  un colloquio  di Counseling contattatemi attraverso il mio sito  Le Vie per l'Armonia.