mercoledì 24 novembre 2021

ATTRAVERSARE PONTI - ATTRAVERSARE MONDI

“La mia vita - prendetela.”(John Lennon) 

English version:Crossing bridges - crossing worlds

La pienezza vitale, la realizzazione di sé e la gioia del cuore si trovano molto spesso un passettino più in là della propria zona di comfort. Quest’ultima significa per noi sicurezza, calore e la tranquillità statica del conosciuto: la routine è più o meno prevedibile e abbiamo l’illusione del controllo. D’altra parte però, si tratta di un luogo di scarsa crescita, scarse emozioni e dove la libertà è solo apparente.

Il nuovo ha caratteri perturbanti: si profila l’insolito, il potenzialmente minaccioso,  il rischio del fallimento e di sentirsi inadeguati. Allo stesso tempo tuttavia, sappiamo che proprio in questo nuovo orizzonte ci possiamo manifestare pienamente come esseri umani e quindi trovare un senso e una missione.

È la poetica del varco, dell’attraversamento di una soglia; impariamo a reggere quella tensione evolutiva, talvolta dolorosa,  necessaria a raggiungere un livello superiore di consapevolezza - e di godimento dell’esistenza. Frantumiamo così un’immagine di noi stessi ormai sclerotica e obsoleta e trasgrediamo l’ordine costituito che la conferma; in un certo senso andiamo contro natura per arrivare a compiere la nostra vera Natura.

Anche se ci piacerebbe restare nella nostra comfort-zone in eterno, presto o tardi la Vita, che per definizione è divenire e movimento, destabilizzerà le nostre false certezze. Tra l’altro, non lo farà sempre con modi gentili, specialmente se non abbiamo colto occasioni o inviti più piacevoli in precedenza.

Ci vogliono la forza e il coraggio di attraversare i ponti e congiungere i mondi,  di rischiare e sperimentare un allargamento della propria coscienza, in nome di un’armonia superiore. Una volta realizzato ciò, comprenderemo che in questo processo di espansione niente di reale e vitale viene mai perso - ma solo trasformato, innalzato e trasfigurato.

Per prenotare  un colloquio  di Counseling contattatemi attraverso il mio sito  Le Vie per l'Armonia.

CROSSING BRIDGES - CROSSING WORLDS

“My life - take it.” (John Lennon)

Versione italiana: Attraversare ponti - attraversare mondi

Fullness of life, self-realization and joy of heart are very often to be found just a step beyond  our comfort zone. For us, the latter means security, warmth and the static tranquillity of the known: the routine is more or less predictable and we have the illusion of control. On the other hand, however, it is a place of little growth, little excitement and where freedom is only apparent.

The new has disturbing characteristics: the unusual looms, the potentially threatening, the risk of failure and feeling inadequate. At the same time, however, we know that it is in this new horizon that we can fully manifest ourselves as human beings and thus find meaning and mission.

It is the poetics of the gateway, of crossing a threshold; we learn to withstand the sometimes painful evolutionary tension necessary to reach a higher level of awareness - and enjoyment of existence. We thus shatter an image of ourselves that has become sclerotic and obsolete and we transgress the established order that confirms it; in a certain sense we go against nature to achieve our true Nature.

Even if we would like to stay in our comfort zone forever, sooner or later Life, which by definition is change and movement, will destabilize our false certainties. By the way, it will not always do so gently, especially if we have not taken advantage of more pleasant opportunities or invitations before.

It takes strength and courage to cross bridges and join worlds, to risk and experience a widening of our consciousness, in the name of a higher harmony. Once this is realized, we will understand that in this process of expansion nothing real and vital is ever lost - only transformed, elevated and transfigured.


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sabato 13 novembre 2021

FUMO - La canzone dell’amore mai vissuto

“Il giorno in cui una donna che vi passa davanti sprigiona luce camminando, siete perduto, amate. Non vi rimane da far altro che una cosa: pensare a lei così intensamente da costringerla a pensare a voi. Ciò che l'amore inizia, può essere completato solo da Dio.” 

 - Le jour où une femme qui passe devant vous dégage de la lumière en marchant, vous êtes perdu, vous aimez.  Vous n'avez plus qu'une chose à faire, penser à elle si fixement qu'elle soit contrainte de penser à vous. Ce que l'amour commence ne peut être achevé que par Dieu.” (Victor Hugo, Les Misérables)

Versione inglese al link:My song 'Smoke'

Nonostante il titolo, questa canzone non è un invito a darsi allegramente alla marijuana, anche se, di questi tempi, potrebbe essere l’unica cosa sensata da fare. Si tratta della versione italiana della mia canzone “Smoke”, introdotta e commentata in un articolo precedente (La mia canzone 'Smoke'). È un brano ispirato a un passo prezioso e un po' nascosto dell’Hagakure, il codice segreto dei Samurai, che espone la filosofia del Bushido. La versione italiana non è  una traduzione del testo inglese, tuttavia ne mantiene intatto lo spirito e l’atmosfera, che sono poi quelli evocati nell’Hagakure. 

Riporto il brano del libro: “Tempo fa, in un raduno, è stato affermato: siamo d’accordo che l’amore più grande è quello segreto. Quando si incontra la persona amata, l’amore perde di intensità. Nel pensare, in segreto, per tutta la vita, alla persona amata e poi morire, sta tutta l’essenza del vero amore. Come dice la poesia ‘Alla mia morte, dal fumo conoscerai il mio amore, tenuto nascosto nel mio cuore.’ Dopo che alcuni ebbero riconosciuto che questa è la più alta forma dell’amore, venne formato il gruppo ‘Amici del Fumo’.” 

Qui di seguito, posto il video e il testo della canzone:


Video al link:  FUMO


FUMO


DISVELATA POESIA  È LA VITA MIA

CHE IN FUMO SE NE ANDRÀ

ESTATICA PENOMBRA E NOSTALGIA

DI FUOCHI LONTANI CHE SONO

L’ORIGINE E IL NOSTRO DESTINO


E DA QUEL FUMO, COMPRENDERAI CHE TI AMO

TRASCOLORANDO PIANO, COL VENTO SALIRÒ

SENTI IL SUONO DEL CUORE TRATTENUTO

AMORE RIMANDATO, CHE IN FUMO SUBLIMÒ


DISVELATA POESIA  È LA VITA MIA

CHE IN FUMO SE NE VA

ESTATICA PENOMBRA E NOSTALGIA

DI OCCHI E DI UN BATTITO, UNO

CHE INFIAMMERÀ NELL’ASSOLUTO


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giovedì 4 novembre 2021

LA LUCE NEGLI OCCHI

Esiste una caratteristica dell'essere umano che ho scoperto solo di recente ma che mi lascia estasiato, perché non ha nulla a che vedere con il grado di cultura né di intelligenza della persona. Non è una caratteristica prevedibile, perché è una caratteristica della coscienza. La pandemia mi ha permesso di scoprirla e ora niente mi incuriosisce di più che scovarla tra le persone che mi circondano. È una scintilla impercettibile ad occhio nudo e, senza il cambio di paradigma sociale dovuto al covid, sarebbe stato quasi impossibile notarla nelle persone. 

Quanta delusione nello scoprire che questo o quell'amico d'infanzia ne è privo… che a quel familiare che amiamo, quel luccichio non appartiene.

Che emozione, però, riscontrarlo per caso nel vicino che appariva antipatico; nell'operaio che, intento a raccontarti la sua, inconsapevolmente ti mostra proprio quella scintilla. 

I miei rapporti interpersonali non saranno più come prima. Scoprire questa caratteristica unica delle persone mi permette ora di giudicarle con una visione tridimensionale del loro essere. Due anni terribili quelli post covid, che spero passino presto, ma che mi lasciano il dono di questa impagabile scoperta.” (Francesco Amodeo)

English version at the link:The light in the eyes

In tutto questo grottesco teatro pandepatetico, credo di aver ottenuto più certezze e più risposte alle mie domande esistenziali che negli altri 41 anni buttati via su questo pianeta. È noto, dai miei articoli, come abbia sempre sofferto della strana sindrome che chiamo ‘Nostalgia di Casa’, ossia il ricordo di un’altra dimensione più in sintonia col mio essere e il mio sentire. Ogni tanto sono riuscita a intravedere barlumi di tale luce familiare perfino in questo spazio-tempo, negli occhi di alcune persone, nelle opere degli artisti più ispirati, nei gesti di cuore fatti senza interessi reconditi.

Grazie al c*#@d e al nostro amato ri-governo, sto finalmente trovando quella che potrei definire ‘la mia tribù’, le anime con cui forse mi ero data appuntamento e che magari, come me, vagavano un po’ confuse e aliene su questa terra. Negli ultimi due anni sto incontrando persone nuove, che la mia anima riconosce all’istante come ‘famiglia’, mentre perdo conoscenze di anni, con le quali non condivido né scelte di vita né valori di base.


Tale tribù è composta spesso dalle persone socialmente ‘scomode’: quelle che non si sono accontentate, che hanno continuato a seguire, con fatica e tra mille opposizioni, il richiamo della loro anima e della loro autenticità senza conformarsi a modelli prestabiliti.

Seppur diverse come credo religioso, ideologia politica, razza o età, presentano dei tratti comuni:

  • non hanno cercato il lavoretto fisso, la sicurezza economica e la ‘stabilità’,  o almeno non fino al punto da precludersi le loro passioni e la manifestazione dei propri talenti
  • non restano a lungo in matrimoni o relazioni ‘di comodo’: quelle basate sui soldi, sul senso di colpa verso i figli, sull’immagine sociale.
  • non ricorrono a psicofarmaci, alcol o sedativi per sopportare le incongruenze delle loro vite: matrimoni infelici, gestione di ‘scappatelle’ e  relazioni extraconiugali, lavoro mortificante, figli anarchici e fuori controllo.
  • non si trincerano dietro dogmi assoluti, siano essi di natura religiosa, scientifica o politica, e prendono in esame le posizioni diverse dalle loro, elaborando il proprio punto di vista sulle varie questioni

  • sono individualizzate: non li senti mai dire ‘si fa così perché va fatto’ oppure ‘è così, punto’. Queste espressioni rivelano quanto in realtà non siamo capaci di pensare, bensì siamo ‘pensati’ dalla corrente di opinioni comuni o dalla TV e  dalla massa.
  • infine, come ha scritto Francesco Amodeo citato in esergo, tali persone hanno ‘la luce negli occhi’. Si tratta di caratteristica sempre più evidente, per chi sta maturando una sensibilità nuova e raffinata. La ‘mia tribù’  ha occhi buoni e luminosi che vibrano di presenza e intelligenza, amore e lucidità.

Grazie dis-governo e grazie pande-vostra, adesso posso andarmene un po’ più felice e pacificata da questo povero pianeta. 

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THE LIGHT IN THE EYES

 "There is a characteristic of the human being that I have only recently discovered but which leaves me ecstatic because it has nothing to do with the degree of culture or intelligence of the person. It is not a predictable characteristic because it is a characteristic of consciousness. The pandemic allowed me to discover it and now nothing makes me more curious than to find it in the people around me. It is a spark that is imperceptible to the naked eye and without the social paradigm shift due to the covid it would have been almost impossible to notice it in people. How disappointing it is to find out that this or that childhood friend lacks it. That the family member we love doesn't have that sparkle.What a thrill, however, to find it by chance in the neighbour who seemed unpleasant; in the worker who, intent on telling you his story, unconsciously shows you that very spark. My interpersonal relationships will never be the same again. Discovering this unique characteristic of people now allows me to judge them with a three-dimensional vision of their being.Two terrible years post-Covid, which I hope will soon pass, but which leave me with the gift of this priceless discovery. (Francesco Amodeo)

Versione italiana al link La luce negli occhi

In all this grotesque pandepathic theatre, I believe I have obtained more certainties and more answers to my existential questions than in the other 41 years I have wasted on this planet. It is well known, from my articles, that I have always suffered from the strange syndrome I call 'Nostalgia', that is, the memory of another dimension more in tune with my being and my feelings. Every now and then I have managed to catch glimpses of such familiar light even in this space-time, in the eyes of some people, in the works of the most inspired artists, in heartfelt gestures made without any hidden interests.

Thanks to the c*#@d and our beloved un-government, I am finally finding what I could call 'my tribe', the souls with whom I may have been waiting for in my heart dimension and who, like me, may have been wandering a bit confused and alien on this earth. Over the last couple of years I have been meeting new people whom my soul instantly recognizes as 'family', while I’m losing acquaintances of years with whom I share neither life choices nor basic values.

This tribe is often made up of the socially ‘uncomfortable' guys: those who have not been satisfied, who have continued to follow, with effort and amidst a thousand oppositions, the call of their soul and their authenticity without conforming to pre-established models.

Although different in terms of religious beliefs, political ideology, race or age, they do have some common traits:

  • they did not seek steady employment, economic security and 'stability' or at least not to the extent that they could not pursue their passions and the manifestation of their talents
  • they do not stay long in 'comfortable' marriages or relationships: the ones bases on money, sense of guilt towards their children, on social duty.
  • they do not resort to psychotropic drugs, alcohol or sedatives to cope with the incongruities of their lives: unhappy marriages, management of 'escapades' and extramarital affairs, mortifying work, anarchic and out-of-control children.
  • they are not entrenched behind absolute dogmas, be they religious,  scientific or political in nature, and examine positions that differ from their own, then come up with their own views on the various issues
  • they are well-individualized: you never hear them say 'it's done this way because it has to be done' or 'that's it, period'. These words reveal that we do not really think, but we ‘are thought’ by the current of common opinions of the masses.
  • Finally, as Francesco Amodeo says in the exergue, they have 'the light in their eyes'. This is an increasingly visible feature, for those who are maturing a new and refined sensibility. ‘My tribe' has good, bright eyes that vibrate with presence and intelligence, love and clarity.

Thank you dis-government and thank you pande-vostra, I can now leave this poor planet a little more peaceful and happy.


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giovedì 21 ottobre 2021

IL PRINCIPIO DELLA SUPERIORITÀ

“La suprema abilità consiste nel piegare la resistenza del nemico senza combattere.”(Sun Tzu, l’Arte della Guerra)

“Io ho quel che ho donato, perché nella vita ho sempre amato.” (Gabriele d’Annunzio)

English version at the link: The principle of superiority


L’aforisma di Sun Tzu, citato in esergo, afferma che la vera superiorità è l’arte di vincere senza combattere: quando due esseri si incontrano, uno è contenuto e l’altro contiene. Ciò significa che si stabilisce una gerarchia a livello esistenziale ed energetico, così chi è più capace di amare avvolge e ha già vinto colui che vive nell’odio e nella menzogna. Alla fine si tratta sempre di amore: chi continua a dare, donare e benedire nonostante le provocazioni, le ferite e le delusioni è senza dubbio l’essere più potente su questo pianeta.

Anche a livello prettamente marziale, un buon guerriero non ha bisogno di lottare per strada, perché la sua stessa presenza di spirito non invita a un attacco. La paura è mancanza di presenza di spirito; come una preghiera al contrario, attira proprio ciò che vorrebbe evitare.

Chi attacca, di solito, è sempre il più interiormente debole e insicuro. Durante una discussione, è facile notare che chi non ha argomenti razionali o reali passa velocemente dal piano del dibattito intellettuale all’attacco personale. Si tratta di una reazione emotiva automatica, dettata da rabbia e paura: ci si sente ‘disarmati’ a livello di argomentazioni o inconsciamente incerti riguardo la posizione presa.

La superiorità, come il potere, sono principi: qualità e non quantità. Del resto l’inferiorità, così come la dipendenza, sono zone molto comode: non si deve pensare con la propria testa né prendersi la responsabilità delle proprie scelte. Per essere realmente superiori occorre avere, almeno in parte, dominato la paura: si tratta dunque di una facoltà connessa con lo spirito. 

Solo chi ha radici nella trascendenza, chi ha fede nell’intelligenza della vita o chi si consacra a un ideale - sia esso giustizia, amore o bellezza - può  fronteggiare il pensiero della malattia e della morte senza farsi prendere dal panico. L’individuo capace di raggiungere questo stato mentale vince ancor prima di scendere in campo. 

I simboli del potere (divise, blindati, armi) sono spesso soltanto schermi per nascondere l’impotenza e la paura. Più l’ ‘autorità’ è debole e fasulla, tanto  più esibisce le sue icone; più uno stato è corrotto, tanto più emana leggi minuziose, vessatorie e prepotenti. La vera superiorità, in questo caso, sta nel guardare con obiettività le forze in campo e reagire solo a queste, non allo sfoggio dei simboli del potere. 

Il 18 ottobre scorso, i manifestanti di  Trieste sono stati un esempio del principio di superiorità, poiché hanno risposto alle provocazioni del falso potere con il Rosario, cioè il simbolo della Madre Divina e dell’amore aldilà di ogni discriminazione. I manifestanti hanno incluso, benedetto e abbracciato spiritualmente gli stessi poliziotti che li stavano caricando; comunque andrà a parare questo teatrino dell’orrore italiano, sono loro i veri vincitori.



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THE PRINCIPLE OF SUPERIORITY

"The supreme skill is to break the enemy's resistance without fighting." (Sun Tzu, The Art of War)

"I have what I have given because in life I have always loved." (Gabriele d'Annunzio)

Versione italiana al link: Il principio della superiorità

Sun Tzu's aphorism, quoted in the exergue, states that true superiority is the art of winning without fighting: when two beings meet, one is contained and the other contains. This means that a hierarchy is established on an existential and energetic level, so the one who is more capable of loving envelops and has already won the one who lives in hatred and lies. In the end, it is always about love: the one who continues to give, give and bless despite provocations, wounds and disappointments is undoubtedly the most powerful being on this planet.

Even on a purely martial level, a good warrior does not need to fight in the street, because his very presence of spirit does not invite an attack. Fear is a lack of presence of spirit; like a prayer in reverse, it attracts that which it would like to avoid.

The one who attacks is usually always the most inwardly weak and insecure. During a discussion, it is easy to notice that those who have no rational or real arguments quickly move from the plane of intellectual debate to personal attack. This is an automatic emotional reaction, dictated by anger and fear: one feels 'disarmed' in terms of argumentation or unconsciously uncertain about the position taken.

Superiority, like power, are principles: quality, not quantity. On the other hand, inferiority as well as dependence are very comfortable zones: one does not have to think for oneself or take responsibility for one's choices. To be truly superior one must have, at least in part, mastered fear: it is therefore a faculty connected with the spirit. 

Only those who are rooted in transcendence, who have faith in the intelligence of life or who devote themselves to an ideal - be it justice, love or beauty - can face the thought of illness and death without panic. The individual who is able to achieve this state of mind wins even before entering the battlefield. 

The symbols of power (uniforms, armoured vehicles, weapons) are often only screens to hide impotence and fear. The weaker and more fake the 'authority' is, the more it displays its icons; the more corrupt a state is, the more it issues detailed, vexatious and overbearing laws. The real superiority, in this case, lies in looking objectively at the forces in the field and reacting only to them, not to the display of the symbols of power. 

On 18th October, the demonstrators in Trieste were an example of the principle of superiority, as they responded to the provocations of false power with the Rosary, the symbol of the Divine Mother and of love beyond all discrimination. The demonstrators included, blessed and spiritually embraced the very policemen who were charging them; however this Italian horror theatre plays out, they are the real winners. 


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