lunedì 1 ottobre 2018

LADY ORFEO

“Sono io che l’ho inventato, lui e tanti altri…[…]. Io mi sono inventata i miei ricordi, senza sapere cosa facessi, non ce n’è uno che mi riguardi.”(Samuel Beckett)

“Ma è andata diversamente, Dio saprà perché. I miei vecchi mobili marciscono in un granaio in cui ho potuto metterli, e io stesso, sì, mio Dio, io non ho un tetto su di me, e mi piove negli occhi.” (Rilke)



Sono sola, a più di 2000 km da casa, in un bar di Siviglia che si chiama “Orfeo”, in preda ai miei ‘fantasmi’. Il mio volo è stato annullato a causa di un enorme incendio nei pressi di Pisa: terra bruciata alle mie spalle. 
Una vacanza forzatamente prolungata che mi costringe a confrontarmi con parti di me irrisolte e con dolorosi ritorni del passato. Siviglia non è certo Chernobyl o la striscia di Gaza, ma quando ci si trova a fare i conti con i propri incubi personali, l’esperienza non è mai un granché piacevole. Per come sono fatta io, sarei stata male anche sui fiordi norvegesi con Brad Bitt. E lui, di sicuro, sarebbe stato anche peggio!
Poi, improvvisamente, una poesia.
A volte succede che, dopo una meditazione in cui chiedo luce, la Vita mi risponda in  sussurri poetici. 





Lady Orfeo

Attraverso l’Inferno
non ci si volta indietro

Il passato è una sirena
m’incatena la mente
Il passato è una lama
mi spezza le gambe
Avanti e ancora avanti
brucio i ponti alle spalle

Ché attraverso le Ombre
non si torna indietro

Non-toccata
Mai-appartenuta
In-violata
Non torno a Casa
se non Temprata
dal Fuoco



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