“Ripetere sempre lo stesso errore, l'unico a cui si è predestinati. - Einen Fehler immer wiederholen, den einen machen, mit dem man ausgezeichnet ist. (Ingeborg Bachmann)
Sono sola, stanca e vecchia, ormai, e l’unico passatempo che mi resta è ricordare ad alta voce gli amori che non ho avuto, i figli che non ho fatto, le carriere che ho mancato.
“Always to repeat a mistake, to make the mistake by which one is marked.
- Einen Fehler immer wiederholen, den einen machen, mit dem man ausgezeichnet ist.”(Ingeborg Bachmann)
I am alone, tired and old now, and the only pastime I have left is to remember aloud the loves I never had, the children I never had, the careers I missed out on.
But at least my CD is out! Now available on all online music platforms:La donna metafisica
“Fu vero amore? No, furono gli appelli dell’università di Pisa.”(cit.)
È ammirevole come, in cinquant’anni di vita, io abbia giocato così male le mie carte relative al rapporto sentimentale. Del resto, tutti siamo su questo triste pianeta a imparare qualcosa, e io sono arrivata con un debito scolastico millenario sul tema dell’amore.
Da poetessa e scrittrice, ho sempre preferito le famose farfalline nello stomaco, che perlopiù si sono rivelate piattole, al verificare la possibilità di costruire qualcosa di concreto e armonioso con il potenziale partner. Ho perfino tentato il matrimonio, che dopotutto è stato quanto di più vicino all’amore ho potuto sperimentare; da allora, sono sola.
Per almeno quattro volte, nella mia vita, trovandomi a un bivio, l’infatuazione superficiale mi ha portato a scegliere persone evanescenti, immature, inaffidabili o che scoprivo poi essere impegnate, piuttosto che uomini autentici, costruttivi e profondamente innamorati di me. Devo dunque imputare alla mia scarsa lucidità e al mio temperamento impulsivo se non sono mai riuscita ad avere una relazione seria e amorevole, di quelle che si possono ricordare senza un crampo di gastrite.
E pazienza, sarà per il prossimo giro, nella speranza di aver appreso che l’amore è soprattutto presenza, casa, supporto e vicinanza: non maternage di adolescenti mai cresciuti, titanici tentativi di sanare gli insanabili o illusori fuochi di artificio poetici. Sono vecchia, ma ormai darei tutta la mia poesia e la mia musica per sperimentare, almeno una volta nella vita, una relazione in cui mi senta protetta, accolta, sostenuta, e realmente amata.
“Il problema non è mai essere soli: è essere soli quando si dovrebbe essere in due"
Con questa canzone, chiedo umilmente a qualche anima buona di invitarmi a pranzo o per un caffè la domenica: il giorno più squallido della settimana per una donna sola. Tradizionalmente è il giorno della famiglia e chi non ne ha una, chi non ha un compagno e nemmeno un fratello/sorella come me, deve subire i festeggiamenti e il casino condominiale delle famiglie altrui.
I pranzi domenicali nel mio immobile assomigliano molto a minacce di terremoto: rimbombi di corse d’infanti della stazza di un elefante, cani indemoniati,sghignazzi satanici da strega, stridore di sedie, poltrone e tavoli tipo trasloco (magari!). Tutto questo, per una donna sola e potenzialmente creativa, produce un doppio blocco:
Non posso né scrivere, né comporre, né correggere bozze perché c’è troppo rumore per concentrarsi;
Non posso nemmeno riposare per le medesime ragioni.
A parte le domeniche, segnalo anche i preziosi condomini che si mettono a ragionare al telefono con le loro voci stridule o cavernose alle tre o alle quattro di notte, continuando per ore. Le pareti di carta-velina sono impietose come loro.
Non avendo i mezzi per vivere davvero da sola in campagna, ringrazio in anticipo qualunque anima compassionevole che si farà carico, almeno la domenica, di tirarmi fuori di casa per un paio di ore. In alternativa, sono anche ben accette opere di insonorizzazione da parte di uomini gentili, pratici e volenterosi.
"Un poeta [...] è un maestro dei passaggi tra visibile e invisibile, tra ordinario e straordinario, tra limite e infinito." (Rodolfo Carone, dalla prefazione a ‘La Via della Poesia’)
In un panorama editoriale spesso dominato dalla ricerca dell’immediatezza, La Via della Poesia di Sara Bini propone una direzione diversa: un ritorno all’ascolto. Alla parola come gesto interiore, come bussola per orientarsi tra ciò che sentiamo e ciò che non riusciamo ancora a nominare. Non è un manuale, né un saggio tradizionale. È un libro che si legge come un attraversamento:un invito a fermarsi, a respirare, a lasciare che il linguaggio diventi spazio di riconoscimento e trasformazione. Bini intreccia riflessione, spiritualità laica e memoria personale senza mai scadere nella retorica o nell’autocompiacimento. La sua voce è limpida, onesta, capace di custodire i silenzi tanto quanto le parole.
La poesia, per l’autrice, non è un esercizio tecnico ma una postura del mondo: un modo di abitare la realtà e le sue crepe con più profondità e meno paura. E proprio in questa visione risiede la qualità più rara del libro: la capacità di parlare non solo a chi scrive versi, ma a chiunque avverta il bisogno di portare più consapevolezza nella propria vita quotidiana.
Le pagine dedicate alla pratica poetica — intesa come ascolto, presenza, riconoscimento delle emozioni — sono tra le più riuscite, perché riescono a coniugare delicatezza e rigore. Non c’è mai un tono didascalico: c’è un accompagnamento, quasi una mano che indica un varco.
All’interno della collana “Parola per Parola”
La Via della Poesia inaugura la nuova sezione Poesia & Pratica della collana Parola per Parola, la serie di Nulla die dedicata alla scrittura, all’editoria, alla traduzione e ai linguaggi. Una collana che, volume dopo volume, costruisce una vera e propria biblioteca tecnica e viva per chi abita il mondo dei testi: autori, editor, traduttori, docenti, comunicatori, studenti e professionisti della parola. Se la collana si distingue per chiarezza, rigore e strumenti concreti, la sezione Poesia & Pratica amplia lo sguardo: ospita libri che uniscono la dimensione tecnica a quella interiore, offrendo non solo competenze, ma anche pratiche di consapevolezza e riflessione. È uno spazio dedicato a chi cerca un rapporto più profondo con la parola poetica, vissuta non come esercizio formale ma come forma di esperienza. Il libro di Sara Bini è il primo titolo di questa nuova direzione, e ne definisce immediatamente l’identità con una maturità sorprendente.
La Via della Poesia è, in definitiva, un libro che riconcilia con il tempo lento della parola, restituendo alla scrittura la sua funzione originaria: quella di rivelare, di curare, di riportarci a noi stessi. È un’opera preziosa, che lascia una traccia e invita a un esercizio di autenticità.
Per chi ama leggere poesia.
Per chi la scrive.
Ma soprattutto per chi sente che la poesia non si insegna: si pratica, si ascolta, si attraversa.
“Questione ontologica, la donna metafisica…”(Sara Bini)
Per chi crede che il buon rock sia terminato con gli anni ’90, massimo i primi del 2000, ecco un CD che si ispira a quel sound, con qualche concessione al gusto moderno o alla musica dance anni ’70. È un viaggio musicale tra rock e lirismo, acciaio e panna montata, spada e carezza. In questi testi e in queste musiche confluiscono l’ironia dissacrante dei Rolling Stones, l’amara dolcezza di Morrissey, la spiritualità del mio mondo poetico e la miaprotesta contro un sistema disumanizzante e liberticida.
Un ringraziamento e un omaggio speciale vanno a mio fratello Francesco Bini, alias Madame Madness Composer che, evidentemente dotato di poteri paranormali, ha intercettato nell’etere i miglior arrangiamenti possibili per le mie canzoni.Buon sangue non mente, e la magia dei fratelli Bini colpisce ancora!
Vorrei portare l’attenzione anche al booklet del CD: un’opera magistrale di Alessandro Cives, eccellente artista e cantautore, nonché carissimo amico.Il suo genio ha saputo tradurre in immagini la cifra segreta della mia “donna metafisica”: sensuale ed eterea allo stesso tempo, esiliata e incompresa su questa terra desolata, canta la struggente nostalgia dell’Infinito.
Ringrazio ancora Fabio Furnari per aver sempre creduto in me come autrice e cantautrice; Giuseppe Ciardullo per il sostegno sia concreto che spirituale; Alessandro Vanni per la registrazione di alcune parti vocali; i miei genitori superspeciali e tutti gli amici metafisici e non che la Vita ha messo sul mio cammino. God bless you all!
For those who believe that good rock music ended in the 1990s, or at most in the early 2000s, here is a CD inspired by that sound, with a few concessions to modern tastes and 1970s dance music. It is a musical journey between rock and lyricism, steel and whipped cream, sword and caress.These lyrics and melodies combine the irreverent irony of the Rolling Stones, the bitter sweetness of Morrissey, the spirituality of my poetic world and my protest against a dehumanising and freedom-destroying system.
Special thanks and tribute go to my brother Francesco Bini, alias Madame Madness Composer, who, evidently gifted with paranormal powers, intercepted the best possible arrangements for my songs from the ether. Good blood doesn't lie, and the magic of the Bini siblings strikes again!
I would also like to draw attention to the CD booklet: a masterful work by Alessandro Cives, an excellent artist and songwriter, as well as a dear friend. His genius has been able to translate into images the secret code of my “metaphysical woman”: sensual and ethereal at the same time, exiled and misunderstood on this desolate earth, she sings of the poignant nostalgia of the Infinite.
I would like to thank Fabio Furnari once again for always believing in me as an author and singer-songwriter; Giuseppe Ciardullo for his practical and spiritual support; Alessandro Vanni for recording some of the vocals; my super-special parents and all my metaphysical and non-metaphysical friends that life has placed in my path. God bless you all!