mercoledì 3 agosto 2022

COGLIERE LE OCCASIONI

“Alla mia età, devo evitare la tensione.”(Arnold Bennett)

English version at the link Taking chances

Proprio qualche giorno fa riflettevo, con un’amica, di come la vita presenti a tutti delle opportunità per migliorare e crescere, anche se  spesso in aperto contrasto con le nostre abitudini o il nostro comodo status quo.

L’intelligenza della persona si misura proprio  in base alla sua capacità di riconoscere tali occasioni per evolvere e di saperle cogliere. Sembra ci sia un’età limite dopo la quale, se non si sono fatti determinati passi di emancipazione, probabilmente non saremo più capaci di compierli. Questo limite può variare a seconda dei contesti culturali, tuttavia per quello che osservo intorno a me, si aggira tra i 30-35, massimo 40 anni. 

Se non si è usciti dalla casa dei genitori o non si sono fatte esperienze di matrimonio e convivenza nel giro di quegli anni, sarà ben difficile che si sia in grado di farle dopo, a meno di eventi particolari. Dopo i quarant’anni, tutto ciò che è cambiamento viene percepito come doppiamente minaccioso e basta un micro-pensiero disturbante a bloccare ogni nostro estro creativo o slancio temerario. Le nostre emozioni sono ormai sclerotizzate e poco vitali, il nostro senso dell’avventura pari a quello di un timido pangolino, la nostra carica erotica si avvicina asintoticamente allo zero.  Diciamolo: stiamo bene nei nostri piccoli comfort e nella nostra rassicurante routine, anche se ogni tanto ci annoiamo o recriminiamo che la vita ‘non ci ha offerto occasioni’. 

Facciamo un esempio classico: sono una donna sulla quarantina, sempre vissuta con i genitori, e arriva un uomo che mi piace, magari anche con una casa di proprietà. Dopo un po’ che ci frequentiamo, mi chiede di far crescere la nostra relazione e andare a vivere insieme. La reazione? “Certo caro, sarebbe un sogno, ma…” e parte il rosario di pretesti,  sebbene tutti ineccepibili e sensati : non abbiamo un lavoro stabile, dobbiamo accudire i genitori anziani, dobbiamo badare il cane, cambiare la lettiera al gatto, traslocare l’ecumenico guardaroba e gli accessori per trucco e parrucco. Così rimandiamo all’infinito - e allo sfinimento del poveretto - il passo fuori dall’utero materno.

Poi il tempo passa, il fidanzato passa e noi siamo sempre lì, bimbi viziati e non cresciuti, a lamentarci che le occasioni capitano solo agli altri, che l’universo è ingiusto e crudele, che mi meritavo quel posto di lavoro o quei soldi che ‘sicuramente’ mi avrebbero fatto andare a vivere per conto mio o a convivere con il partner. Di rado ci rendiamo conto che le nostre esistenze un po’ misere sono gli effetti puntuali di cause mosse da noi, che abbiamo mancato le nostre opportunità per pigrizia, immaturità e paura della stessa vita. 

Per prenotare  un colloquio  di Counseling contattatemi attraverso il mio sito  Le Vie per l'Armonia.


TAKING CHANCES

 "At my age, I must avoid stress"(Arnold Bennett)

Versione italiana al link: Cogliere le occasioni

Just a few days ago I was reflecting with a friend about how life presents everyone with opportunities to improve and grow, even if they are often in open conflict with our habits or our comfortable status quo.

A person's intelligence is measured precisely by his or her ability to recognise such opportunities to evolve and to know how to seize them. There seems to be a limit age after which, if certain emancipatory steps have not been taken, we will probably no longer be able to take them. This limit may vary depending on cultural contexts, but from what I observe around me, it is somewhere between 30-35, maximum 40 years. 

If one has not left the parental home or has not experienced marriage and cohabitation within those years, one will hardly be able to do them afterwards, unless there are special events. After the age of forty, everything that is change is perceived as doubly threatening and all it takes is a disturbing micro-thought to block our every creative flair or reckless impulse. Our emotions are now sclerotized and not very vital, our sense of adventure equal to that of a timid pangolin, our erotic charge asymptotically approaching zero.  Let's face it: we are fine in our small comforts and our reassured routine, even if we occasionally get bored or complain that life 'hasn't offered us opportunities'. 

Let's take a classic example: I am a woman in her forties who has always lived with her parents, and along comes a man I like, perhaps even with a house of my own. After a while of dating, he asks me to grow our relationship and move in together. The reaction? "Of course, darling, it would be a dream, but..." and the parade of excuses begins, all of them impeccable and sensible: we don't have a steady job, we have to take care of our elderly parents, we have to look after the dog, change the cat's litter box, move the seven hundred clothes and accessories for hair and make-up. So we postpone endlessly - and to the poor man's exhaustion - the step out of the womb.


Then time passes, the boyfriend passes, and we are always there, spoilt and ungrown children, complaining that opportunities only happen to others, that the universe is unfair and cruel, that I deserved that job or that money that 'surely' would have made me move out on my own or live with my partner. We seldom realise that our a little miserable existences are the punctual effects of causes driven by us, that we have missed our opportunities through laziness, immaturity and fear of life itself.



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LA PAROLA ‘ORMAI’

“…Ma bruciate nella mia mente sono queste immagini rubate

Immagini rubate, caro, immagini rubate

Puoi immaginartela, tesoro, la vita che avremmo potuto vivere?”(Lana Del Rey)

English version at the link The words 'by now'

È una legge imprescindibile della vita: ciò che non evolve, degrada. Anche l’apparente stasi è già un inizio di decadenza, perché la vita è movimento e ci sospinge a perfezionarci attraverso l’azione e le esperienze, puntualmente contrastate dai nostri limiti e dalle nostre paure.

Giorgia Sitta, non a torto, afferma che la parola ‘ormai’ dovrebbe essere cancellata dal nostro vocabolario personale. In effetti è un avverbio che esprime impotenza e frustrazione - nella migliore delle ipotesi, rassegnazione. 

Non è affatto un buon segno quando tale termine inizia a far capolino nelle nostre relazioni, specialmente in quelle sentimentali: “ormai è troppo tardi”, “ormai mi ci sono abituata”, “ormai non ci spero nemmeno più”. Discorsi o pensieri di questo tipo indicano che abbiamo perso entusiasmo e fiducia in quel rapporto, non vediamo possibilità di cambiamento, siamo intrappolati in un loop di comportamenti e atteggiamenti automatici, in una coazione a ripetere. 

A volte, purtroppo, entrano in gioco forze che superano di gran lunga quelle della coppia stessa: paura inconscia del cambiamento, abitudini ormai sclerotizzate, pigrizia, legami disfunzionali con la madre o con la famiglia d’origine. Tutto questo soffoca l’eros e lo slancio vitale del rapporto che tende a intristirsi, ingrigirsi e morire poco a poco. 

Poniamo dunque attenzione al senso dell’ ‘ormai’ quando comincia ad affacciarsi nelle nostre vite; è un campanello d’allarme da non sottovalutare.   Chiediamoci dove ci siamo persi, dove non ci siamo capiti, dove non siamo stati disponibili ad amare davvero, a dire quelle parole dolci o a compiere quei gesti concreti e appassionati che ci fanno tremare ma che possono finalmente sciogliere il gelo dal nostro cuore. 

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THE WORDS 'BY NOW'

“But burned into my brain are these stolen images

Stolen images, baby, stolen images

Can you picture it? Babe, that life we could've lived”

(Lana Del Rey)

versione italiana al link La parola 'ormai'

It is an inescapable law of life: what does not evolve, degrades. Even apparent stasis is already a beginning of decay, because life is movement and pushes us to perfect ourselves through action and experiences, punctually countered by our limitations and fears.

Giorgia Sitta, not wrongly, states that the words ‘by now' should be erased from our personal vocabulary. Indeed, it is an expression that conveys helplessness and frustration - at best, resignation. 

It is not at all a good sign when this words start to appear in our relationships, especially in romantic ones: 'by now it is too late', 'by now I am used to it', 'by now I don't even hope anymore'. Such talk or thoughts indicate that we have lost enthusiasm and trust in that relationship, we see no possibility of change, we are trapped in a loop of automatic behaviour and attitudes, in a compulsion to repeat. 

Sometimes, unfortunately, forces come into play that far outweigh those of the couple themselves: unconscious fear of change, habits that have become sclerotic, laziness, dysfunctional ties with the mother or family of origin. All this stifles the eros and the vital momentum of the relationship, which tends to become sad, grey and die little by little. 

Let us therefore pay attention to the sense of ‘by now' when it begins to appear in our lives, it is an alarm bell not to be underestimated.   So let us ask ourselves where we have lost our way, where we have not understood each other, where we have not been willing to truly love, to say those sweet words or make those concrete and passionate gestures that make us tremble but can finally melt the frost in our hearts. 

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giovedì 12 maggio 2022

"LIBERAMI": la mia canzone per la libertà

“La luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta. - Lux in tenebris lucet, et tenebrae eam non comprehenderunt” (Vangelo di Giovanni, 1,1-18)

English version : Unlock Me Down

In questo post pubblico la mia canzone “Liberami”, un canto appassionato per la libertà, interiore ed esteriore. Come recita la Grande Invocazione, mi auguro che “dal centro che vien detto il Genere Umano, si svolga il Piano di Amore e di Luce e possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede”.

Ringrazio il compositore Madame Madness, che poi è mio fratello Francesco Bini,  per il video toccante e l’emozionante arrangiamento. 

Qui di seguito il video, il testo della canzone e il link su Spotify.


Video al link:  LIBERAMI



LIBERAMI


VITA, VIAGGI, AMORE SU UNO SCHERMO

QUESTO È CIÒ CHE ABBIMO ADESSO

LABBRA ANELANO A UN BACIO NON PERMESSO

QUESTO È UN PURGATORIO ETERNO


LIBERAMI, LIBERATI, DALL’OMBRA CHE

STA DENTRO TE

LIBERACI, LIBERI, SÌ, SOGNIAMO CHE

SIAMO INSIEME


CI HANNO COINVOLTI, CI HANNO STRAVOLTI

LA VITA È UN PASS VERDE

CI HANNO DEVIATI, MANIPOLATI

IN SICUREZZA, MA CHE TRISTEZZA


LIBERAMI, LIBERATI, DALL’OMBRA CHE

STA DENTRO TE

LIBERACI, LIBERI, SÌ, SOGNIAMO CHE

SIAMO INSIEME 



Spotify: LIBERAMI by Sara Bini feat. Madame Madness

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martedì 26 aprile 2022

IONELA POLINCIUC MI INTERVISTA SUL QUOTIDIANO ‘LA NOTTE’

"Il tempo non è un guaritore: il paziente non è più qui. - Time is no healer: the patient is no longer here."(T.S.Eliot)

L'intervista al link : Intervista a Sara Bini

Ionela: Buongiorno Sara, è appena uscito il tuo libro sul potere risanante e liberatorio della creatività, come nasce l’idea di scrivere questo libro ?


Sara: Buongiorno Ionela, ci sono due motivi che accompagnano la nascita di questo saggio: uno è legato a circostanze specifiche, l’altro è di carattere più generale. Riguardo il primo punto, la pausa forzata a seguito dei vari lockdown e restrizioni ha fatto diminuire drasticamente la mia mole di lavoro e, vivendo da sola, ho dovuto fare i conti con l’isolamento e il senso di vuoto. D’altra parte, ogni evento spiacevole presenta anche delle opportunità per chi è in grado di coglierle: ho  infatti avuto il tempo e lo spazio per riconnettermi con quella mia vena creativa che si era un po’ diluita nella frenesia degli impegni lavorativi e sociali. Tornando invece alla risposta più generica per la tua domanda, la creatività è forse una delle mie caratteristiche più spiccate, visto che fin da bambina ho sempre scritto poesie e ‘libri’, dei veri e propri romanzi. Da piccola, tra l’altro, disegnavo e dipingevo, mentre nell’adolescenza ho iniziato ad esprimermi in musica, con la composizione di canzoni. Quello che reputo abbastanza singolare di me, è che ho sempre prediletto la creazione a più mani, il ‘fare’ di gruppo, e tale fenomeno è illustrato nel mio saggio.  In effetti, nel corso degli anni, ho più o meno costretto quei malcapitati dei miei amici e dei miei partner a scrivere, suonare o comporre musica insieme a me. Creare ha sempre rappresentato un modo per sfuggire alle limitazioni di questa dimensione materiale così pesante e ricca di attrito, evocando mondi più leggeri, dove la mia anima tornava ad essere libera e ad esplorare infinite possibilità di essere. 

Ionela: Da cosa deriva il titolo?


Sara: Il titolo del libro “Suono, Scrivo, Creo e Canto…sto da Dio e me ne vanto” è, in realtà, un verso della mia canzone ‘Pessima a letto’, che viene introdotta e commentata all’interno del saggio, come esempio di creatività in azione. Nel brano, tale affermazione assume una valenza ironica in contrasto agli  stereotipi attuali sul femminile, secondo i quali la donna deve essere sempre bellissima, giovanissima, curatissima e una bomba a letto. D’altra parte, anche il riferimento un po’ scanzonato a Dio non è casuale o blasfemo: creare infatti mette in collegamento mondi e dimensioni apparentemente inconciliabili, facendoci  perfino toccare esperienze che hanno che fare con il sacro e il trascendente. 


Ionela: Dove verrà presentato?


Sara: Presenterò il mio libro dove mi sarà possibile, dovunque ci sarà uno spazio di ascolto e di interesse per le tematiche proposte. Si tratterà di presentazioni in musica, conferenze-spettacolo, perché intervallerò la parte discorsiva con qualche performance estemporanea delle mie canzoni. L’ultima sezione di questo lavoro,  infatti, contiene proprio i brani che ho scritto negli scorsi tre anni e che vengono analizzati nella loro funzione alchemica e trasformativa. In fin dei conti, creare può alleggerire le emozioni pesanti, le frustrazioni e le sconfitte che immancabilmente accompagnano ogni vita coraggiosa e ardente. 

Ionela: Qual è il messaggio che vuoi trasmettere ai nostri lettori attraverso questo meraviglioso libro? 


Sara: Poiché sono prevalentemente una poetessa e cantautrice, potrei sintetizzare il messaggio del libro in “un haiku al giorno toglie lo psicologo di torno’. È ovviamente la parafrasi scanzonata del noto proverbio sulla mela e il medico, e voglio precisare che provo un profondo rispetto e una sincera ammirazione per i professionisti della relazione di aiuto. Io stessa sono un counselor e, lungo il sentiero della ricerca interiore, ho tratto grande beneficio da percorsi terapeutici come la psicoterapia o il counseling.  Tuttavia, molto del mio equilibrio e del mio benessere è collegato proprio alla capacità di dare una forma artistica alle emozioni e alle esperienze che vivo. Perciò, nel libro, elenco anche una serie di approcci mirati a sviluppare e potenziare quel tipo di pensiero divergente che può guidarci verso una soluzione creativa e inaspettata delle nostre tensioni o conflitti. 

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mercoledì 20 aprile 2022

SUONO, SCRIVO; CREO E CANTO: il mio libro sulla creatività

"...perché cantando il duol si disacerba”(Francesco Petrarca)


Risuonando con William Saroyan: ho iniziato a scrivere in tenera età per sfuggire alla mancanza di amore, senso, bellezza e realizzazione nella mia vita. Continuo a scrivere perché tutto questo manca ancora, e forse anche più di prima…eppure sta cambiando il mio rapporto con tali assenze, e questo grazie alla creatività. Creare dà voce ai sentimenti muti, rende giustizia alle lacrime non piante, dà forma ai sogni non osati e riveste di materia le nostre visioni. Chi crea, non muore mai. 

Così ecco il mio ultimo libro, sul potere risanante che l’agire creativo può avere su mente, emozioni e frattaglie varie. Un libro dedicato ai miei amici e che deve essere presentato in musica, visto che contiene anche molti dei miei ultimi brani, cioè creatività in azione, o meglio, creatività in canzone!

Il video di presentazione al link Suono, Scrivo, Creo e Canto

Si può acquistare in tutti gli online store: La Feltrinelli, il Libraccio, Ibs , Amazon.  Ad esempio al link: Suono, Scrivo, Creo e Canto

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martedì 12 aprile 2022

LUCCIOLE: “Fireflies”

"Questo è un momento

 Ma sappi che un altro 

ti trafiggerà con un'improvvisa gioia dolorosa”(T.S.Eliot)

English version at the link Fireflies

Alla fine di una giornata, bisognerebbe forse chiedersi: ho contribuito a qualcosa di bello, nel mondo? Giusto un piccolo tocco  di bellezza. Mi sono fermata ad accarezzare un gatto, a contemplare un fiore, ad abbracciare i miei cari, a baciare colui o colei che amo?

E se non ho fatto niente di bello, mi sono messa in mezzo a un po' di bellezza? Perché anche questo  ci nutre. Come direbbe il poeta Shelley, ho cercato e mi sono permessa "l'incanto del cuore"? Perché forse è solo per questa magia, talvolta, che una vita può dirsi vissuta. 

Qui di seguito, un esempio di creazione a due: la mia poesia-canzone “Fireflies” con la  musica avvolgente e le immagini suggestive del compositore Ilio Volante.

Video al link Fireflies

Testo in italiano


LUCCIOLE


Nel cuore della notte, sdraiata sul mio letto,

con la luce di seta argentata sulle mie mani,

contemplo il cielo, rinfrescando la mia mente.

Ma anche quando il cuore soffre, le lucciole...


Nello spreco della mia vita, sono tutta sola

Attraverso il deserto sto piangendo, forse mi sbaglio

E poi ascolto il silenzio, i miei occhi si asciugano

perché qualcosa durerà per sempre, le lucciole…


E rimpiango sempre l’amore che dimentico

E rimpiango sempre, eppure non ho più niente, niente

E poi contemplo il cielo, rinfrescando la mia mente

ma anche se il mio cuore si sta spezzando, le lucciole!


E sfido sempre tutte le crudeli prove della vita

E  a volte, beh, potrei anche catturar le lucciole, le lucciole, le lucciole 

Posso catturare le lucciole

e un giorno, beh, potrei perfino catturar le lucciole.



Testo in inglese


FIREFLIES


In the heart of the night, lying on my bed

with the silk silver light on my hands

and then I contemplate the sky, refreshing my mind

but even when my heart is aching, fireflies…


In the waste of my life, I’m all alone

Through the desert I’m crying, maybe I’m wrong

and then I listen to the silence, my eyes getting dry

‘cause something’s gonna last forever, fireflies


And I always regret, the love I forget

and I always regret, but I have nothing left, left

and then I contemplate the sky, refreshing my mind

but even if my heart is breaking, fireflies


And I always defy all bad trials in life

and sometimes, well, I might even catch fireflies, fireflies, fireflies 

I can catch fireflies

and one day well I might even catch fireflies, fireflies. 

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FIREFLIES

"This is one moment

 But know that another 

shall pierce you with a sudden painful joy.”(T.S.Eliot)

Versione italiana al link: Lucciole

At the end of a day,  we should perhaps ask ourselves: have I contributed something beautiful to the world? Did I stop to stroke a cat, contemplate a flower, hug my friends, kiss the one I love?

And if I have done nothing beautiful, have I put myself in the midst of a little beauty? For this too can nourish us. As the poet Shelley would say, have I sought and allowed myself "the enchantment of the heart"? Because perhaps it is only because of this magic, sometimes, that a life can be said to have been lived. 

Here is an example of a four-handed creation: my poem-song 'Fireflies' with the enveloping music and suggestive images of composer Ilio Volante.


Video at the link :Fireflies

Lyrics:


FIREFLIES


In the heart of the night, lying on my bed

with the silk silver light on my hands

and then I contemplate the sky, refreshing my mind

but even when my heart is aching, fireflies…


In the waste of my life, I’m all alone

Through the desert I’m crying, maybe I’m wrong

and then I listen to the silence, my eyes getting dry

‘cause something’s gonna last forever, fireflies


And I always regret, the love I forget

and I always regret, but I have nothing left, left

and then I contemplate the sky, refreshing my mind

but even if my heart is breaking, fireflies


And I always defy, all bad trials in life

and sometimes, well, I might even catch fireflies, fireflies, fireflies 

I can catch fireflies

and one day well I might, even catch fireflies, fireflies. 


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giovedì 24 marzo 2022

IN THE TIME OF YOUR LIFE: a message from William Saroyan

 “I took to writing at an early age to escape from meaninglessness, uselessness, unimportance, insignificance, poverty, enslavement, ill health, despair, madness, and all manner of other unattractive, natural and inevitable things.” (William Saroyan)

Versione italiana al link: Nel tempo della tua vita

William Saroyan (1908 -1981) was an internationally renowned Armenian-American writer, playwright and humanitarian. The setting of many of his stories and plays is his native Fresno, the center of Armenian immigrant life in California. He made his initial impact during the Depression writing brash, original, and irreverent stories which celebrates the joy of living in spite of poverty, hunger, and insecurity. Saroyan spoke for Armenians to the world. He gave international recognition to his people at a time when they remained dispersed and continued to meet with prejudice and outright hatred. 

This passage is taken from the play “The Time of Your Life”(1939) where Saroyan depicts a group of alienated loners in a shabby waterfront bar, looking for love and meaning in their lives. I find this passage very significant and very timely, considering the era of degradation and loss of values that we are going through. 

“In the time of your life, live—so that in that good time there shall be no ugliness or death for yourself or for any life your life touches. Seek goodness everywhere, and when it is found, bring it out of its hiding place and let it be free and unashamed.

Place in matter and in flesh the least of the values, for these are the things that hold death and must pass away. Discover in all things that which shines and is beyond corruption. Encourage virtue in whatever heart it may have been driven into secrecy and sorrow by the shame and terror of the world. Ignore the obvious, for it is unworthy of the clear eye and the kindly heart.

Be the inferior of no man, or of any men be superior. Remember that every man is a variation of yourself. No man's guilt is not yours, nor is any man's innocence a thing apart. Despise evil and ungodliness, but not men of ungodliness or evil. These, understand. Have no shame in being kindly and gentle but if the time comes in the time of your life to kill, kill and have no regret.

In the time of your life, live—so that in that wondrous time you shall not add to the misery and sorrow of the world, but shall smile to the infinite delight and mystery of it.” 

Here is the link to the video: In the time of your life

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NEL TEMPO DELLA TUA VITA: un messaggio di William Saroyan

"Ho iniziato a scrivere in tenera età per sfuggire all'insignificanza, all'inutilità, alla banalità, alla povertà, alla schiavitù, alla cattiva salute, alla disperazione, alla follia e a ogni sorta di altre cose poco attraenti, naturali e inevitabili.”(William Saroyan)

English version at the link: In the time of your life

William Saroyan (1908 -1981) è stato uno scrittore armeno-americano, un drammaturgo e un filantropo di fama internazionale. L'ambientazione di molte delle sue storie e opere teatrali è la sua nativa Fresno, il centro della vita degli immigrati armeni in California. Ha avuto un primo impatto come autore durante la Depressione, scrivendo storie sfacciate, originali e irriverenti che celebrano la gioia di vivere nonostante la povertà, la fame e l'insicurezza. Saroyan ha parlato per gli armeni al mondo, dando un riconoscimento internazionale al suo popolo in un momento in cui esso rimaneva disperso e continuava a incontrare pregiudizi e odio. 

Il brano seguente è tratto dal dramma "Il tempo della vostra vita" (1939), dove Saroyan ritrae un gruppo di solitari alienati che, in uno squallido bar sul lungomare, cercano l’amore e il significato nelle loro vite. Trovo questo passaggio molto significativo e quantomai attuale, considerando l’epoca di degrado e perdita dei valori che stiamo attraversando. 

"Nel tempo della tua vita, vivi in modo che non ci sia bruttezza o morte per te o per qualsiasi vita che la tua vita tocca. Cerca la bontà ovunque, e quando la trovi, falla uscire dal suo nascondiglio e lasciala libera e senza vergogna.

Dai il valore minimo alla materia e alla carne, perché queste sono le cose che contengono la morte, e devono passare. Scopri in tutte le cose ciò che risplende e che è al di là della corruzione. Incoraggia la virtù, in qualunque cuore sia stata spinta dalla vergogna e dal terrore del mondo fino alle profondità segrete e nel dolore. Ignora l'ovvio, perché non è degno dell'occhio chiaro e del cuore gentile.

Non essere inferiore né superiore a nessun uomo. Ricorda che ogni uomo è una variazione di te stesso. La colpa di nessuno ti è estranea, così come la sua innocenza. Disprezza il male e l'empietà, ma non gli uomini dell'empietà o del male. Questi, comprendili. Non vergognarti di essere gentile e mite ma, se nel tempo della tua vita, viene il momento di uccidere, uccidi e non  aver rimpianti.

Nel tempo della tua vita, vivi in modo che in quel tempo meraviglioso non accrescerai la miseria e il dolore del mondo, ma sorriderai alla gioia infinita e al mistero di esso". 

Qui di seguito il link al video con la lettura del brano: Custodi della mia Anima: un messaggio da William Saroyan

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