To introduce this poem, I will use some passages from the book 'The Dark Night of the Soul' by John of the Cross, a saint, mystic and doctor of the Church, who lived during the 1500s in Spain.
"The Dark Night of the Soul" is really one of the most intense and difficult states of spiritual transformation, where suffering is crucial and at the same time all internal, not easy to communicate or share. According to Roberto Assagioli, founder of Psychosynthesis, "a similar stage and experience, at least for some references, but considered under a voluntary and active aspect, are described in the hermetic, initiatic and alchemical traditions as 'trial by fire' and as 'washing in the waters'. It is therefore the extreme, perhaps definitive, process of initiatory death.
John of the Cross writes: "...such are the effects produced in the soul by this night that hides the hope of seeing the light of day again. In this regard, the prophet Job says: 'At night I feel my bones piercing, and the pains that gnaw at me do not give me rest' (Job 30:17)... This struggle and this fight are tremendous, because the peace that one expects must be very deep; the spiritual pain is also intimate and subtle, because the love that one must achieve must also be very high and pure.
Below is my poem "Beyond", written, not surprisingly, today 2 April 2021, on Good Friday.
BEYOND
Captured
in your pearly spider's web
I’m hanging on the cross
pierced by the dawn.
You killed me.
But I am beyond,
yes, well beyond
your deadly sting
Disclaimer: Any reference to the vaccine is purely coincidental.
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Per introdurre questa poesia, mi servirò di alcuni passi del libro ‘La Notte Oscura dell’Anima” di Giovanni della Croce, santo, mistico e dottore della Chiesa, vissuto nelcorso del 1500 in Spagna.
“La Notte Oscura dell’Anima” è davvero uno degli stati più intensi e travagliati della trasformazione spirituale, dove la sofferenza è cruciale e allo stesso tempo tutta interiore, difficilmente comunicabile o condivisibile. Per Roberto Assagioli, fondatore della Psicosintesi, “uno stadio e un’esperienza simili, almeno per alcuni riferimenti, ma considerati sotto un aspetto volontario e attivo, sono descritti nelle tradizioni ermetiche, iniziatiche e alchemiche come ‘prova del fuoco’ e come ‘lavarsi nelle acque’." Si tratta dunque dell’estremo, forse definitivo, processo di morte iniziatica.
Giovanni della Croce scrive: “…tali sono gli effetti prodotti nell’anima da questa notte che nasconde la speranza di rivedere la luce del giorno. Sempre a questo proposito, il profeta Giobbe afferma: ‘Di notte mi sento trafiggere le ossa, e i dolori che mi rodono non mi danno riposo’(Gb 30, 17).[…] Questa lotta e questo combattimento sono tremendi, perché la pace che si aspetta dev’essere molto profonda; anche il dolore spirituale è intimo e sottile, perché anche l’amore che si dovrà raggiungere dev’essere molto elevato e puro.”
Qui di seguito, la mia poesia “Oltre”, scritta, non a caso, oggi 2 Aprile 2021, nella giornata del Venerdì Santo.
OLTRE
Catturata
nella tua ragnatela
imperlata
sto in croce:
trafitta dall’alba.
Tu mi uccidi.
Ma io sono oltre,
sì, ben oltre
la tua puntura di morte
Disclaimer: Ogni riferimento al vaccino è puramente casuale.
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Questa poesia, come si può evincere dal titolo, è il risultato di un intenso lavoro interiore, un tormento viscerale, anche in senso letterale.E’ arrivata - perché le poesie a me ‘arrivano’, come messaggere di un’altra dimensione -in una limpida mattina d’inizio primavera, a seguito di una nottata d’insonne sofferenza dovuta a una cena a base di polpette fritte, pasta al sugo e tripla porzione di dessert. Tali elementi, non esattamente metafisici, si sono comunque combinati in un processo alchemico inedito, dando vita alle riflessioni e immagini che ho poi fermato sulla carta.
Perché, alla resa dei conti, cos’è l’iniziazione?
E’ il nostro primo, reale, estatico innamorarsi della Vita.
INIZIAZIONE
Non sono solo rose,
nella grotta oscura
Ma tu bevi rugiada
in stille
di diamante:
fresca arsura
Ciò che ti attende
è a un bacio
di distanza;
nella mia mente danza
espansa
Iridescenza
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This poem, as the title suggests, is the result of intense inner work, a visceral torment, even in a literal sense.It arrived - because poems 'arrive' to me, like messengers from another dimension - on a clear morning in early spring, following a sleepless night of suffering due to a dinner of fried meatballs, pasta with sauce and a triple portion of dessert. These elements, not exactly metaphysical, nevertheless combined in an unprecedented alchemical process, giving life to the reflections and images that I then wrote down on paper.
Because, ultimately, what is initiation?
It is our first, real, ecstatic falling in love with Life.
INITIATION
It's not just roses,
in the dark cave
But you drink dew
in diamond drops:
Fresh ferveur
What for you is in wait
is just a kiss
away;
and my mind dances
expanded
Iridescence
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La situazione attuale di paralisi, costrizione, ipercontrollo e spegnimento di ogni sana attività vitale rappresenta un ottimo pretesto per quegli animi fiacchi e frustrati che avevano poco eros e slancio già in situazioni ‘normali’. Ci sono tutti i più ragionevoli motivi per deprimersi, immedesimarsi nel ruolo di vittime e procrastinare, se non addirittura sopprimere i nostri progetti, i nostri sogni, le nostre aspirazioni. Oggettivamente siamo immersi in un’atmosfera paranoica e claustrofobica, mirata sapientemente a distruggere il desiderio, che di per sé è movimento e creazione, nonché motore della stessa evoluzione.
Tuttavia, quando guarderemo indietro alle nostre piccole esistenze, non so quanto ci perdoneremo per aver vissuto un vita puramente biologica, rilegata ai margini di una ‘sicurezza’ fittizia, visto che comunque moriremo tutti quanti, correndo sulla ruota del criceto fatta di lavoro, Netflix e Pornhub.Non so se ci perdoneremo di non aver conosciuto quella persona a causa del dcpm, di non aver abbracciato un nostro caro per paura del Covid, di non aver portato avanti un’idea per colpa del lockdown.
In ogni situazione possiamo essere almeno un po’ artefici del nostro destino, fosse anche solo scegliendo a cosa dare priorità,a cosa credere e quindi cosa pensare e cosa agire. Per fare questo occorrono coraggio, forza e consapevolezza: qualità non alla portata di tutti e sicuramente non alla portata di chi ha fatto sempre scelte ‘di comodo’ e ‘di sicurezza’.
Certo, al momento sembra il trionfo della mediocrità, dell’ ‘uomo medio’ che si è ‘sistemato’ e che ha pochi sogni o grilli per la testa. Ma da sempre, l’umanità è stata portata avanti da quelli che io chiamo ‘i figli di Lilith', cioè i sognatori, i ribelli e i visionari, non dai tiepidi o dai pusillanimi.
Questo, paradossalmente, è il tempo di osare, agire, muoversi - anche solo interiormente - e progettare un mondo nuovo a partire dal basso, dagli esseri umani ancora ‘umani’, per quanto possano essere pochi e isolati. Fortunatamente, tra i miei più cari amici, vedo molte anime coraggiose che hanno realizzato un sogno o trovato il vero amore proprio in questo periodo di morte e soffocamento.Ciò è avvenuto perché sono stati capaci di osare, di non rimandare a tempo indefinito, di seguire i dettami della loro anima e del loro eros.
Al limite, meglio vivere di nostalgia che di rimpianti. La nostalgia è struggimento per qualcosa che c’è stato e che abbiamo sperimentato in tutte le sue dimensioni: corpo, emozioni, pensiero. Il rimpianto è il dolore per qualcosa che non si è vissuto o incarnato. Porta con sé la rancorosità del vuoto, dell’indefinito, come il bimbo che non ha mai conosciuto il genitore.
La vita è adesso e non in zona bianca o gialla, non post-vaccino o post-covid.Ci sarà sempre un nuovo Covid a minacciare morte, perché purtroppo la morte e la malattia fanno parte della condizione umana. Ma ci sarà anche sempre anche un amore da abbracciare, un bacio da gustare, un sorriso da ricambiare, un gatto da accarezzare….se coltiviamo l’eros invece della paura.
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The current situation of paralysis, constriction, hypercontrol and the extinction of all healthy life activity is an excellent pretext for those sluggish and frustrated souls who already had little eros and momentum in 'normal' situations. There are all reasonable reasons to get depressed, to play the role of victim and to procrastinate, if not even to suppress our projects, dreams and aspirations. Objectively, we are immersed in a paranoid and claustrophobic atmosphere, skilfully aimed at destroying desire, which in itself is movement and creation, and the engine of evolution itself.
However, when we look back on our small existences, I don't know how much we will forgive ourselves for living a purely biological life, relegated to the margins of a fictitious 'safety', since we are all going to die anyway, running on the hamster wheel of work, Netflix and Pornhub. I don't know if we will forgive ourselves for not having met that person because of dcpm, for not having hugged a loved one because of fear of Covid, for not having pursued an idea because of lockdown.
In every situation, we can be at least a little bit the creator of our own destiny, even if only by choosing what to prioritise, what to believe and therefore what to think and act. To do this requires courage, strength and awareness: qualities not available to everyone and certainly not available to those who have always made 'comfortable' and 'safe' choices.
Of course, at the moment, it seems to be the triumph of mediocrity, of the 'average man' who has 'settled down' and has few dreams or worries. But from time immemorial, humanity has been carried forward by what I call 'the children of Lilith', that is, the dreamers, the rebels and the visionaries, not by the lukewarm, the pusillanimous.
This, paradoxically, is the time to dare, to act, to move - even if only inwardly - and design a new world starting from below, from human beings who are still 'human', however few and isolated they may be. Fortunately, among my dearest friends, I see many brave souls who have realised a dream or found true love precisely in this time of death and suffocation. This has happened because they have been able to dare, not to put it off indefinitely, to follow the dictates of their soul and their eros.
If anything, it is better to live with nostalgia than with regret. Nostalgia is yearning for something that was there and that we have experienced in all its dimensions: body, emotions, thought. Regret is sorrow for something that has not been experienced or embodied. It carries with it the resentment of emptiness, of the undefined, like the child who has never known its parent.
Life is now and not in the white or yellow zone, not post-vaccine or post-Covid. There will always be a new Covid to threaten death, because unfortunately death and illness are part of the human condition. But there will also always be a love to embrace, a kiss to savour, a smile to return, a cat to stroke....if we cultivate eros instead of fear.
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In questa canzone viene descritto il fastidioso stato dell’essere messi “in stand by” dalla poca chiarezza o poco interesse di un’altra persona.
Può trattarsi di una relazione, così come di un progetto, che stenta a decollare perché abbiamo a che fare con un partner indeciso o poco convinto. Noi sentiamo di aver fatto il nostro 50% del lavoro, mentre l’altro non si muove, o si muove solo a parole. In alcuni casi, la stessa relazione o lo stesso progetto non vengono nemmeno più menzionati.
Tutto ciò spegne il nostro entusiasmo, la nostra fiamma amorosa o creativa, i sentimenti stagnano e diventa tutto molto tiepido e poco motivante. L’altro sicuramente avrà tutte le sue ragioni e le sue resistenze, anche umanamente condivisibili. Tuttavia gli o le manca il fuoco, quella scintilla necessaria a infiammare e dar vita al rapporto o al progetto in modo concreto e maturo.
Cosa fare? La seconda strofa della canzone propone di ‘mollare l’osso’, ossia il personaggio ormai più d’intralcio che di aiuto, e fare affidamento sulla proprie forze. Comprendo che non è una scelta facile, specialmente se sono coinvolti sentimenti ed emozioni, ma illudersi che una persona cambi per noi ci condanna a una situazione di eterno stallo - simile ai lockdown che i nostri governanti ci somministrano amorevolmente da un bel pezzo.
In fondo, se una persona non fa mosse chiare, può essere, di fatto, già una dichiarazione di perdita d’interesse nei nostri confronti o nel progetto condiviso. Può anche essere arrivato o arrivata a contatto con i propri limiti e blocchi, per cui ha tutto il sacrosanto diritto di gestirli come meglio crede, senza pressioni da parte nostra.
Raccogliamo dunque le forze, riprendiamo possesso delle energie investite sull’altro e usiamole piuttosto per uscire dal limbo, per auto-fecondarci e auto-realizzarci.
Qui di seguito il video, il testo e la traduzione italiana della canzone.