mercoledì 6 novembre 2013

IL VIANDANTE 2 (Il Procedere) - Da 'Variazioni su Tema'

"Passo passo, procedo meglio che posso" (Sara Bini)


Partimmo.
I  manga alle spalle – dimenticammo
Edipo. La New Age
Don Chisciotte e i giochi
di ruolo;
l’aerobica e Amleto.
Annegato Narciso.
Aperti questi occhi
che qui si chiudono
partimmo – le Torri rase al suolo.
Io, il Centauro, e tu
il Lupo;
per un terzo santi
e maledetti a mezzo,
clandestini in paradiso, purgatorio
e inferno.
A cattiva morte
                    noi facciam buon viso
ché mai crescemmo –
Annegato Narciso.

 Passo tratto dal pometto 'Con-Passione' che si trova nel libro : Variazioni su Tema

IL VIANDANTE 1 (Il Procedere) - Da 'Variazioni su Tema'



"Con la maturità arriva necessariamente la sintesi. Da piccoli si scrive tutto, da giovani si scrive tutto ciò che ci sembra importante. Da adulti si scrive, o si tenta di scrivere, solo ciò che è vero." (Ermanno Muolo)




 “Percepite regnum”              
(Vangelo)



Cosa cercavamo?
Sono ben sette anni che a un tratto
non seppi più dove ero.
Chiesi allora consiglio:
“I colli del San Baronto…non sono
meravigliosi?
                              Il Maestro:
“Un po’ brulli, ma andate,
giudicate voi”
E aperti questi occhi
che in questo posto si chiudono
partimmo.
Tu ed io.
E altri si aggiungono
tra i colli – al tramonto.
Per primo il Mercenario,
poi  il Diverso  e la Donna Vuota
e Zazì, la gitana,
e Ondina e altri ancora.
La terra è oscura,
il cielo un coperchio
Ein guter Tod
Ein ächter Tod
Ein schöner Tod[1]
Non un alito di vento


[1] G. Buechner, Woyzeck “Un  vero assassinio, un assassinio a regola d’arte, un bell’assassinio […]”.

 Passo tratto dal pometto 'Con-Passione' che si trova nel libro : Variazioni su Tema

martedì 5 novembre 2013

APRIL - Self-translated poems 16




"I poeti sono disposti perfino a mentire, pur di dire sempre la verità".(Ermanno Muolo)



 APRIL is the cruellest month, breeding  
Lilacs out of the dead land, mixing  
Memory and desire, stirring  
Dull roots with spring rain.
T.S. Eliot, The Waste Land.




Today the sun is shining
yet it would be the same
And you
          you have no sense
to me

Things that come
Things that go
Come and go
          -shall we play?

Now
          the pink of the peach tree
and glitters the windscreen
your messages
the cat mews
April
and so it is.

-but really?

Songs, songs
and you
you have no sense
to me
 La versione originale della poesia è in : Variazioni su Tema


domenica 3 novembre 2013

BLUE FLOWERS - Self-translated poems 15




E se è una bugia, almeno è confortante. (Sara Bini)

 
One Love – one Life
Bono Vox ‘One’




I’ve loved you in thousand  forms
in thousand faces more
I’ll love in the blue
                        in the purple
                                   in the mauve

I’ll love you in the silence
of my inner
garden:

the wind is blowing
smell of oleander.

 La versione originale della poesia è in : Variazioni su Tema

lunedì 28 ottobre 2013

IL RITORNO DI LILITH 2 - La donna 'buona' e la donna 'cattiva'



Soffro di gelosia fin da quando ero piccolo... da quando scoprii che la mamma era fuggita con un altro bambino (Valerio Peretti)


La chiave della coscienza mitica è dunque l’intuizione, facoltà più simile alla ragion pura che non alla mente analitico-discorsiva. L’intuizione ha bisogno di sviluppare una linea complessiva e, se anche non può essere sottoposta a verifiche scientifico-causali, è però concreta ed esatta sul piano dell’esperienza interiore. L’intuizione è empatia, inclusività, ‘sapienza del cuore’ intesa come recettività senza giudizio, ed è la forma più alta di un’intelligenza qualitativamente femminile, localizzata nell’emisfero cerebrale destro di ogni essere umano.[1]
La mente razionale empirica maschile, tutta volta all’analisi e quindi alla scissione della originaria totalità ha  operato una netta separazione tra ‘donna bianca buona’ e  ‘donna nera cattiva’, motivata anche da fattori storici e culturali. Abbiamo la Vergine Maria e la Strega, la donna-angelo e la donna-vampiro, Sofia e Lilith. Un lato della ‘Magna Mater’ originaria è stato stigmatizzato e poi rimosso; di conseguenza  se ne teme la vendetta poiché “es ist ein energetisches Gesetzt, dass alles Verdrängte zum bedrohlichen ‚Schatten’ wird”[2]. 





Erich Neumann spiega a proposito dell’archetipo primordiale: "L’archetipo primordiale possiede una prerogativa essenziale: esso fonde in sé attributi e gruppi di attributi positivi e negativi. […] Per la confluenza di tanti momenti o simboli  contraddittori nell’unità dell’archetipo primordiale, la natura di esso è paradossale. Esso è invisibile e non rappresentabile.[3]"

Si potrebbe aggiungere ‘come la Vita’, di cui appunto la Grande Madre è simbolo. Essa racchiude anche l’aspetto doloroso della caducità di ogni forma e quello infero dell’inconscio come potenza notturna istintuale che entra in conflitto con la crescita della coscienza e della consapevolezza. La Grande Madre produce infatti l’uovo cosmico bianco-nero; l’Archetipo del Femminile, cioè,  contiene gli opposti e la vitalità del mondo viene garantita proprio dal loro incessante gioco. Terra e cielo, morte e vita, notte e giorno, sono relativi l’uno all’altro, si connettono e si bilanciano reciprocamente.   


Scrive ancora Neumann: "Nel corso dello sviluppo ulteriore verso i valori patriarcali e verso il dominio degli dèi maschili della luce e del sole la dimensione negativa dell’archetipo femminile è stata rimossa. Per tale motivo essa appare oggi come contenuto primordiale e inconscio.[4]"
Nella seguente indagine mitologica ripercorrerò le tappe di trasformazione del mito di Lilith proprio in rapporto al modificarsi e al degenerare della ricezione del Femminile da parte di una cultura  sempre più polarizzata su una prospettiva apollinea-maschile. Una prospettiva che, portata all’estremo, non riconosce le sue stesse radici, ossia la nascita della coscienza maschile solare all’interno delle ‘acque primordiali’ femminili. Così facendo, si rende colpevole di un matricidio interiore che necessariamente provoca una scissione schizoide all’interno della psiche dell’umanità. Ne è prova il mito di Oreste, tormentato dalle Furie, semidivinità ctonie, ossia proiezioni del suo stesso senso di colpa nei confronti dell’uccisione della madre. Una madre adultera, ‘una madre cattiva’, però pur sempre madre.

Estratto dalla mia tesi di Laurea che si può leggere su I figli di Lilith


[1] Sul finire del secolo scorso, passati gli entusiasmi positivisti, si svilupparono molte filosofie che davano ampio rilievo a queste facoltà, come quella di Bergson o quella di Dilthey. Contemporaneamente, sul piano sociale prendeva forza il movimento femminile e in campo letterario si assisteva a una decisa rivalutazione di Lilith.
[2]S. Schaup, op. cit., p. 64 „è una legge energetica che tutto il rimosso si trasformi in spettri minacciosi.”
[3] E. Neumann, La Grande Madre. Fenomenologia delle configurazioni femminili dell’inconscio, Astrolabio, Roma, 1981.
[4] E. Neumann, ibidem, p. 157.