giovedì 24 marzo 2022

IN THE TIME OF YOUR LIFE: a message from William Saroyan

 “I took to writing at an early age to escape from meaninglessness, uselessness, unimportance, insignificance, poverty, enslavement, ill health, despair, madness, and all manner of other unattractive, natural and inevitable things.” (William Saroyan)

Versione italiana al link: Nel tempo della tua vita

William Saroyan (1908 -1981) was an internationally renowned Armenian-American writer, playwright and humanitarian. The setting of many of his stories and plays is his native Fresno, the center of Armenian immigrant life in California. He made his initial impact during the Depression writing brash, original, and irreverent stories which celebrates the joy of living in spite of poverty, hunger, and insecurity. Saroyan spoke for Armenians to the world. He gave international recognition to his people at a time when they remained dispersed and continued to meet with prejudice and outright hatred. 

This passage is taken from the play “The Time of Your Life”(1939) where Saroyan depicts a group of alienated loners in a shabby waterfront bar, looking for love and meaning in their lives. I find this passage very significant and very timely, considering the era of degradation and loss of values that we are going through. 

“In the time of your life, live—so that in that good time there shall be no ugliness or death for yourself or for any life your life touches. Seek goodness everywhere, and when it is found, bring it out of its hiding place and let it be free and unashamed.

Place in matter and in flesh the least of the values, for these are the things that hold death and must pass away. Discover in all things that which shines and is beyond corruption. Encourage virtue in whatever heart it may have been driven into secrecy and sorrow by the shame and terror of the world. Ignore the obvious, for it is unworthy of the clear eye and the kindly heart.

Be the inferior of no man, or of any men be superior. Remember that every man is a variation of yourself. No man's guilt is not yours, nor is any man's innocence a thing apart. Despise evil and ungodliness, but not men of ungodliness or evil. These, understand. Have no shame in being kindly and gentle but if the time comes in the time of your life to kill, kill and have no regret.

In the time of your life, live—so that in that wondrous time you shall not add to the misery and sorrow of the world, but shall smile to the infinite delight and mystery of it.” 

Here is the link to the video: In the time of your life

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NEL TEMPO DELLA TUA VITA: un messaggio di William Saroyan

"Ho iniziato a scrivere in tenera età per sfuggire all'insignificanza, all'inutilità, alla banalità, alla povertà, alla schiavitù, alla cattiva salute, alla disperazione, alla follia e a ogni sorta di altre cose poco attraenti, naturali e inevitabili.”(William Saroyan)

English version at the link: In the time of your life

William Saroyan (1908 -1981) è stato uno scrittore armeno-americano, un drammaturgo e un filantropo di fama internazionale. L'ambientazione di molte delle sue storie e opere teatrali è la sua nativa Fresno, il centro della vita degli immigrati armeni in California. Ha avuto un primo impatto come autore durante la Depressione, scrivendo storie sfacciate, originali e irriverenti che celebrano la gioia di vivere nonostante la povertà, la fame e l'insicurezza. Saroyan ha parlato per gli armeni al mondo, dando un riconoscimento internazionale al suo popolo in un momento in cui esso rimaneva disperso e continuava a incontrare pregiudizi e odio. 

Il brano seguente è tratto dal dramma "Il tempo della vostra vita" (1939), dove Saroyan ritrae un gruppo di solitari alienati che, in uno squallido bar sul lungomare, cercano l’amore e il significato nelle loro vite. Trovo questo passaggio molto significativo e quantomai attuale, considerando l’epoca di degrado e perdita dei valori che stiamo attraversando. 

"Nel tempo della tua vita, vivi in modo che non ci sia bruttezza o morte per te o per qualsiasi vita che la tua vita tocca. Cerca la bontà ovunque, e quando la trovi, falla uscire dal suo nascondiglio e lasciala libera e senza vergogna.

Dai il valore minimo alla materia e alla carne, perché queste sono le cose che contengono la morte, e devono passare. Scopri in tutte le cose ciò che risplende e che è al di là della corruzione. Incoraggia la virtù, in qualunque cuore sia stata spinta dalla vergogna e dal terrore del mondo fino alle profondità segrete e nel dolore. Ignora l'ovvio, perché non è degno dell'occhio chiaro e del cuore gentile.

Non essere inferiore né superiore a nessun uomo. Ricorda che ogni uomo è una variazione di te stesso. La colpa di nessuno ti è estranea, così come la sua innocenza. Disprezza il male e l'empietà, ma non gli uomini dell'empietà o del male. Questi, comprendili. Non vergognarti di essere gentile e mite ma, se nel tempo della tua vita, viene il momento di uccidere, uccidi e non  aver rimpianti.

Nel tempo della tua vita, vivi in modo che in quel tempo meraviglioso non accrescerai la miseria e il dolore del mondo, ma sorriderai alla gioia infinita e al mistero di esso". 

Qui di seguito il link al video con la lettura del brano: Custodi della mia Anima: un messaggio da William Saroyan

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domenica 6 febbraio 2022

…MA

“Sarebbe opportuno porsi, ogni tanto, delle domande di verifica:

Quanto sono assorbito dal male e quanto invece riesco  a cavalcarlo?

Quanta luce ho negli occhi?

C’è più amore, nella mia vita?” (Massimo Rodolfi)

English version at the link: ...Yet


Nonostante le evidenti apparenze, noi saremmo anche altro, oltre a un mucchietto di carne ed ossa imbavagliato, legato a uno schermo, con un QR CODE al posto dell’anima.


…MA


…ma a noi 

che fummo chiamati

a co-creare,

dello slancio del cuore

neppure l'assenza

resta.

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...YET

"From time to time, it would be appropriate to ask ourselves some follow-up questions:

How much am I absorbed by evil and how much am I able to ride it out?

How much light do I have in my eyes?

Is there more love in my life?" (Massimo Rodolfi)

Versione italiana al link: ...Ma

In spite of the obvious appearances, we are also something else, besides a bunch of gagged flesh and bones, tied to a screen, with a QR CODE instead of a soul.


...YET


…yet, to us 

who were called

to co-create,

of the impulse of the heart

not even the absence 

is left.

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lunedì 24 gennaio 2022

LA MASCHER(INA) DEL ‘LO FACCIO PER TE’

“…e la verità vi renderà liberi.”(Vangelo di Giovanni)

"La verità ti renderà libero. Ma solo quando avrà finito con te". (David Foster Wallace)

English version at the link "I'm doing it for you"

Se non altro, questi tempi tristi e biechi hanno ampiamente smascherato, a chi è capace di vedere, uno dei più potenti (auto) inganni dell’essere umano: l’ ‘altruistico’ teatrino del ‘lo faccio per te/per la società/per il bene dell’umanità’. Ora, chiariamo subito che tale atteggiamento è spesso, almeno in parte, mosso da un nobile desiderio di veder l’altro felice, da un autentico senso civico o semplicemente da un’innata benevolenza. 

Tuttavia, in questo periodo, a meno di non trovarmi di fronte a Gesù Cristo, ogni volta che qualcuno fa affermazioni del genere sia a livello di relazioni private che sui social, mi viene un immediato attacco di orticaria.  Per cominciare, soffermiamoci a sentire come trasudano di supponenza e ‘gentile’ senso di concessione frasi tipo ‘lo faccio perché fa piacere a loro’, ‘lo faccio per lei, poverina, che ci tiene tanto’, ‘lo faccio perché IO sono un bravo cittadino’. Osserviamo anche come questo prestarsi a far qualcosa per gli altri raramente sia del tutto gratuito: c’è un ritorno in apprezzamento, valorizzazione…ci fanno sentire importanti, competenti, indispensabili.

Infine, se siamo abbastanza onesti, potremmo perfino accorgerci che è molto più facile adoperarsi per una generica ‘collettività’ o per persone con cui non siamo emotivamente molto coinvolti, piuttosto che per il proprio partner, la propria mamma o il proprio fratello. Se costoro malauguratamente hanno osato manifestarci un desiderio, guarda caso glielo facciamo pesare, considerandoli fastidiosi o troppo bisognosi. Già, poiché dietro il ‘lo faccio per far piacere a te’, c’è il controllo del piacere altrui, concesso a propria discrezione e piacimento; c’è la volontà di non concedersi mai totalmente e la paura di lasciarsi penetrare da un sentimento che potrebbe portare intimità e coinvolgimento. 

Alla resa dei conti, l’essere umano medio ama molto la propria gabbietta e ha tutto il diritto di restarci; un diritto che, a quanto vedo, tendiamo ad esercitare  fino in fondo. Godiamo più nel piacere distorto dei giochetti di potere piuttosto che nel dare seguito a una dolce emozione, a uno slancio del cuore o all’inebriante vertigine del lasciarsi andare.

Come dice Massimo Rodolfi, l’uomo non solo non è ancora in grado di amare, ma soprattutto non è capace di lasciarsi amare. Questo implicherebbe il cominciare a voler bene in primis a se stessi, ascoltandosi, risolvendosi e cercando di trovare gioia nel proprio cuore. A quel punto potremo dare felicità e piacere anche agli altri, con autenticità e senza sbandierarlo tanto, essendosi ammorbidita la corazza che ci separa da loro e dalla Vita. 

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THE 'I'M DOING IT FOR YOU' MASK(ERADE)


“..and the truth will set you free”(John 8:31-32)

“The truth will set you free. But not until it is finished with you.”(David Foster Wallace)

Italian version at the link : "Lo faccio per te"

If nothing else, these sad and sinister times have amply unmasked, to those who are able to see, one of the most powerful (self) deceptions of the human being: the 'altruistic' theatre of 'I do it for you/for society/for the good of humanity'. Now, let's be clear that this attitude is often at least partly driven by a noble desire to see the other person happy, by a genuine sense of civic duty or simply by an innate benevolence. 

However, these days, unless I'm standing in front of Jesus Christ, every time someone makes such statements either in private relationships or on social media, I get an immediate bout of hives.  To begin with, let's pause for a moment and listen to how phrases like 'I'm doing it because it pleases them', 'I'm doing it for her, poor thing, who cares so much', 'I'm doing it because I am a good citizen' ooze with arrogance and 'kind' sense of concession. We also observe how this devoting ourselves to another is rarely completely free: there is a return in appreciation, valorisation... they make us feel important, competent, indispensable.

Finally, if we are honest enough, we might even realise that it is much easier to do something for a generic 'community' or for people with whom we are not very emotionally involved, than for our partner, mother or brother. If they have shyly expressed a wish, we just happen to burden them with it, making them feel dependent, annoyed or too needy.

Yes, because behind the ‘I'm doing it to please you' there is the control of other people's pleasure, granted at our discretion and pleasure; there is the will to never give ourselves totally and the fear of letting ourselves be penetrated by a feeling that could bring intimacy and involvement. 

At the end of the day, the average human being loves his cage very much and has every right to stay in it; a right which, as far as I can see, he/she tends to exercise to the full. He/she enjoys the distorted pleasure of power games more than following up on a sweet emotion, an impulse of the heart or the intoxicating vertigo of letting himself/herself go.

As Massimo Rodolfi says, not only is man not yet able to love, but above all he is not able to let himself be loved. This would imply starting to love ourselves first of all, listening to ourselves and resolving ourselves, trying to find joy in our heart. At that point we will be able to give happiness and pleasure to others too, genuinely and without bragging about it, because the armour that separates us from them and from Life has softened.



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martedì 4 gennaio 2022

HEAVY ON MY HEART: pesante sul mio cuore

“Sapete cosa significa rientrare in casa e trovare una donna o un uomo che vi danno un po’ d’amore, un po’ di affetto e un po’ di tenerezza? Che avete sbagliato casa, ecco cosa significa!”(Henry Youngman)

English version at the link:Heavy on my heart


La canzone ‘Heavy On My Heart” della cantante Anastacia uscì come singolo nel 2005 e ricordo che mi affrettai a compralo, perché affascinata sia dalla musica che dal testo. Non è un caso che mi sia tornata in mente in questo periodo oscuro e che rappresenti il mio stato d’animo da più di un anno a questa parte. Non posso sapere a cosa si riferisse Anastacia in questa canzone, e alla fine nemmeno mi interessa; posso solo raccontare il riverbero che ha in me in questo particolare momento, che è diverso da quello del 2005.

Le parole delle strofe illustrano il mio senso di sconfitta e fallimento almeno dal punto di vista umano: quello che potevo costruire e non ho costruito, quello che amavo fare e che non potrò fare più, il sentirsi ‘un violino senza corde’ e ‘ogni respiro che diventa un sospiro’. Il ritornello esprime la mia percezione di estremo smarrimento e solitudine, con qualche sprazzo di luce rappresentato dal ‘toccare le ali di un angelo.’ 

Per quanto mi riguarda, leggo l’appello all’amore del bridge e questo ‘angelo’ in forma non personale e trascendente e, senza dubbio, non in forma di relazione sentimentale. Ho già detto in molti miei post che non ho mai sperimentato serenità, gioia o sicurezza in un rapporto di coppia, benché i miei requisiti fossero sempre stati abbastanza minimi: il desiderio di stare insieme, una piccola vacanza, un Capodanno, dei fine settimana condivisi. Non ho mai chiesto il guru che mi salvasse o il partner ricco che mi facilitasse la vita materiale. Per cui, l’ amore che mi resta è quello dell’Anima, il calore spirituale, l’unico capace di trovarmi nell’oscurità e di non deludermi mai.

Qui di seguito  posto la mia versione della canzone, il testo e la traduzione.


Il video della mia versione al link: Heavy On My Heart


Lyrics:


I try to fly away but it's impossible 

And every breath I take gives birth to deeper sighs 

And for a moment I am weak 

So it's hard for me to speak 

Even though we're underneath the same blue sky

If I could paint a picture of this melody 

It would be a violin without its strings 

And the canvas in my mind 

Sings the songs I left behind 

Like pretty flowers and a sunset

It's heavy on my heart 

I can't make it alone 

Heavy on my heart 

I can't find my way home 

Heavy on my heart 

So come and free me 

It's so heavy on my heart

I've had my share of pleasure 

And I've tasted pain 

I never thought that I would touch an angel's wings 

There's a journey in my eyes 

It's getting hard for me to hide 

Like the ocean at the sunrise

Love, can you find me in the darkness, and love, 

Don't let me down 

There's a journey in my eyes 

It's getting hard for my to hide 

And I never thought I'd touch an angel's wings



Traduzione italiana 


Cerco di volare via ma è impossibile

ed ogni respiro che faccio dà vita a sospiri più profondi

e per un momento sono debole

quindi è difficile per me parlare

nonostante siamo sotto lo stesso cielo blu

se potessi dipingere un quadro di questa melodia

sarebbe un violino senza corde

e la tela nella mia mente

canta canzoni che ho lasciato dietro

come dei bei fiori e un tramonto

pesante sul mio cuore

non posso farcela da sola

pesante sul mio cuore

non riesco a trovare la strada di casa

pesante sul mio cuore

quindi vieni e liberami

è così pensante sul mio cuore

ho avuto la mia parte di piacere

e ho sperimentato il dolore

non avevo mai pensato che avrei toccato le ali di un angelo

c'è un viaggio nei miei occhi

sta diventando difficile per me nasconderlo

come l'oceano al tramonto

amore, puoi trovarmi nel buio? e amore, 

non deludermi

c'è un viaggio nei miei occhi

sta diventando difficile per me nasconderlo

non avevo mai pensato che avrei toccato le ali di un angelo


Per prenotare  un colloquio  di Counseling contattatemi attraverso il mio sito  Le Vie per l'Armonia.