domenica 11 aprile 2021

IL TEMPO È AMORE

“Ti sto perdendo, so che il tuo cuore è lontano miglia

e c’è solo un sussurro dove una volta c’era la tempesta

e tutto ciò che resta è quell’immagine che ho messo via

e alcuni ricordi si sono rovinati, lacerandosi”(Jagger-Richards)


English version at the link: Time is love



Qualche settimana fa, con le mie più care amiche, ci chiedevamo cosa caratterizzasse una relazione sentimentale sana e di valore. Ovviamente ognuno di noi ne ha una percezione diversa, così come ognuno ha un diverso modo di interpretare e abitare il tempo.

Alla resa dei conti però, una relazione bella è una relazione in cui il tempo è speso bene insieme. Anche in questo caso, il tempo è un fattore determinante: svela gli inganni e gli autoinganni, le compatibilità e le differenze.  Ad esempio, c’è qualcosa che non quadra se il partner ti assicura che vuole convivere ma non si presenta  mai con la valigia in mano o non t’invita a trasferirti da lui. Oppure se ti dice che gli manchi e poi non solo non si muove, ma neppure parla più di rivedersi: vuoi per il lockdown, vuoi perché ha molto da fare…forse vuoi perché non ti desidera abbastanza. 

A questo punto mi riferisco proprio al tempo di sviluppo e progettualità ‘basic’ di una coppia, non sto nemmeno parlando dell’anima gemella, di condivisione mentale o di riempimento di bisogni affettivi. Per prima cosa perché, almeno per quanto mi riguarda, giunta a questa veneranda età e avendo lavorato un po’ sul mio carattere, ho già vari amici che mi amano e con cui posso stare ore a ragionare di tutto, dai miei aneliti metafisici ai budini al pistacchio. Sono tutti dei potenziali partner? Evidentemente no. In secondo luogo, perché in quanto persona abbondantemente adulta, e grazie a Dio non vaccinata, sarebbe anche il caso di rigovernare per conto mio i miei bisogni affettivi e le mie crisi esistenziali, senza proiettarli sul partner che, poveraccio, verosimilmente avrà pure  i suoi. 

Parlando di una relazione mediamente decente, mi riferisco invece al desiderare e sentirsi desiderati, allo stare gioiosamente e giocosamente bene insieme. Mi riferisco alla volontà e alla capacità di ritagliarsi tempo di qualità, condividere esperienze, anche le più semplici e quotidiane, come mangiare o dormire insieme, baciarsi davanti a un tramonto, ridere per un film abbracciati sul divano, mostrarsi a vicenda i luoghi e i volti delle rispettive vite.  Certo, il momento attuale non pare esattamente propizio a favorire incontri, contatto e vita piena, eppure proprio per questo ne abbiamo più bisogno. Credere di avere o di coltivare una relazione via chat o via telefono è l’illusione che ci difende dal confronto con l’amore vero; può occultare la paura dei propri sentimenti ed emozioni. Oppure, più semplicemente,  è la pigrizia data dallo  scarso interesse verso il presupposto partner.

“Nothing is trivial”, affermava Brandon Lee nel film ‘"Il Corvo’. Mai dare per scontate le persone,  illudendoci infantilmente che saranno sempre lì a nostra disposizione. Come ebbe a dire il Magnifico “chi vuol esser lieto, sia: di doman non c'è certezza.”. Soprattutto adesso.

Per prenotare  un colloquio  di Counseling contattatemi attraverso il mio sito  Le Vie per l'Armonia.



THE COUPLE IS NOT PSYCHOTHERAPY (for free)

"Let me peacefully enjoy the joys of divorce."

Versione italiana al link: La coppia non è psicoterapia




We women, but also some men with a very pronounced feminine side, secretly consider the romantic relationship as a kind of free psychotherapy. We may not be totally aware of it, but deep in our hearts we hope that the relationship will save us, that that 'he' will not touch and at the same time heal all our emotional wounds: abandonment, rejection, betrayal, lack of Kinder snacks, sadistic rationing of Nutella.

While it is true that a couple can represent a path of growth and even a 'corrective emotional experience', in the sense that it has to be corrected by dint of grappas and spirits, it is very bold to think that the unfortunate partner, rarely an enlightened one, can really take charge of resolving our inner dramas, which extend from childhood, or rather, from prehistory to the present day. 

He will already be quite heroic if he silently and stoically endures our endless tales of ex-bastards, anaffective mothers, absent fathers, avoiding dogs and rejecting turtles. And yet we continue to pursue the myth of emotional sharing, when in my opinion it would already be quite an achievement to share a plate of spaghetti in happiness, make love with satisfaction and plan a nice weekend.


After all, we do not usually appreciate, or rather, we take for granted, what we already have, investing our energies in trying to manipulate and reshape the other: it is like asking a dog to meow, no wonder if in the end we feel frustrated, resentful and empty. In our therapeutic persistence, which would even be noble if applied to ourselves and with the help of a professional, we do not give up on our partner, whom we have already widely defined as dysfunctional, because:

1) we have to evolve through this and learn something (What? Mystery of faith)

2) he has to evolve (the way we like it) and learn something (see above).

Such mechanisms have now become practically DNA; they are very difficult to identify and not to 'justify', given the rhetoric and sentimentality with which couple life is generally imagined and defined in our sad and superficial society. In short, we are all waiting for our soul mate when it is more difficult to find a good plumber or to cancel a telephone contract without paying too many charges. 



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LA COPPIA NON È PSICOTERAPIA (a gratis)

“Lasciatemi godere in pace le gioie del divorzio.”

English version at the link: The couple is not psychotherapy


Noi donne, ma anche alcuni uomini con un lato femminile molto pronunciato, sotto sotto consideriamo il rapporto sentimentale una sorta di percorso di psicoterapia a gratis. Magari non ne siamo totalmente consapevoli, tuttavia nel profondo del nostro cuore speriamo che quella relazione ci salverà, che quel ‘lui’ non toccherà e allo stesso tempo guarirà tutte le nostre ferite emotive: abbandono, rifiuto, tradimento, mancanza di merendine Kinder, razionamento sadico della Nutella.

Se da un lato è vero che la coppia può rappresentare un percorso di crescita e perfino un’ “esperienza emozionale correttiva”, nel senso che va corretta a forza di grappini e superalcolici, dall’altro è molto audace pensare che il malcapitato partner, raramente un illuminato, possa davvero prendersi in carico la risoluzione dei nostri drammi interiori, che tra l’altro si estendono dall’infanzia, anzi, dalla preistoria ai giorni d’oggi. 

Costui sarà già piuttosto eroico se sopporterà in silenzio e stoicamente i nostri interminabili racconti di ex bastardi, madri anaffettive, padri assenti, cani evitanti e tartarughine respingenti. Eppure noi continuiamo a inseguire il mito della condivisione emotiva, quando a mio avviso sarebbe già un discreto traguardo condividere un piatto di spaghetti in allegria, fare l’amore con soddisfazione e programmare un bel weekend.

Del resto di solito non apprezziamo, anzi diamo per scontato ciò che già abbiamo, investendo le nostre energie nel tentativo di manipolare e rimodellare l’altro: è come chiedere a un cane di miagolare, nessuno stupore se alla fine ci sentiamo frustrate, risentite e svuotate. Nel nostro accanimento terapeutico, che sarebbe perfino nobile se applicato a noi stesse e con l’aiuto di un professionista, non molliamo il partner, che abbiamo già ampiamente definito come disfunzionale, perché:

1) dobbiamo evolvere attraverso questo e imparare qualcosa (Cosa? Mistero della fede)

2) lui deve evolvere (come piace a noi) e imparare qualcosa (vedi sopra)

Tali meccanismi sono diventati ormai praticamente DNA; sono difficilissimi da identificare e da non ‘giustificare’, vista la retorica e il sentimentalismo con cui generalmente viene immaginata e definita la vita di coppia nella nostra triste e superficiale società. Insomma, tutti ad aspettare l’anima gemella, quando poi è più difficile trovare un bravo idraulico o disdire un contratto telefonico senza pagare troppe penali. 


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TIME IS MONEY

“Oh Mother, I can feel the soil falling over my head 

And as I climb into an empty bed 

Oh well. Enough said.”(The Smiths)


"He who cannot manage time will be managed by it.”

Versione italiana al link: Il tempo è denaro


Just yesterday afternoon I was helping one of my students to do a research in English which consisted of tracking down all the proverbial and idiomatic expressions related to the word and concept of 'time'. More or less all of us are familiar with sayings such as 'a waste of time' or 'time is money'. Nevertheless, I paused again to reflect on the preciousness of this element, especially in a historical moment like the one we are living - or rather, undergoing.

Our time, especially in Italy, is paralyzed and lacking in planning; the unhealthy and sadistic game of colours or dcpm would not even allow us to plan the weekend, not to mention other more far-reaching initiatives. And yet, this very time crystallised in a deadly, boring and stagnant present has made me realise how important it is to fill our lives with vital experiences and meaningful people.


Though before I used to give more space and time to 'dry branches', i.e. to 'lukewarm' or even not very nourishing activities and relationships, now I feel more strongly the need to live with presence, awareness and intensity all that is still possible to experience. I would even add "even everything that would not be 'possible' or 'allowed' to be experienced" - because restrictions exist in our heads even before they do in reality. This means that if I stall a project or a relationship because of the lockdown, I probably don't care about that project or that person anymore and have found a socially approved excuse to stay in my comfort zone.


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IL TEMPO È DENARO

“Oh madre, posso sentire il suolo cadere sulla mia testa

e quando salgo su un letto vuoto…

Beh’, ho detto abbastanza.”(The Smiths)


"Chi non sa gestire il tempo, ne sarà gestito.”

English version at the link: TIME IS MONEY



Proprio qualche pomeriggio fa, stavo aiutando un mio allievo a fare una ricerca in inglese che consisteva nel rintracciare tutte le espressioni proverbiali e idiomatiche legate alla parola e al concetto di ‘tempo’. Più meno tutti conosciamo modi di dire come ‘uno spreco di tempo’ o ‘il tempo è denaro’, nonostante ciò, mi sono soffermata di nuovo a riflettere sulla preziosità di questo elemento, specialmente in un momento storico come quello che stiamo vivendo - o meglio, subendo.

Il nostro tempo, soprattutto in Italia, è paralizzato e privo di progettualità; il gioco malsano e sadico dei colori o dei dcpm non permette neppure di programmare il weekend, per non contare altre iniziative di più ampio respiro. Eppure, proprio questo tempo cristallizzato in un mortifero, noioso  e stagnante presente mi ha fatto capire quanto sia importante costellare la nostra vita di esperienze vitali e di persone significative. 


Laddove prima davo più spazio e tempo ai ‘rami secchi’, cioè alle attività e relazioni ‘tiepide’, se non addirittura poco nutrienti, adesso sento più forte l’esigenza di vivere con presenza, consapevolezza e intensità tutto ciò che è ancora possibile sperimentare. Mi viene perfino da aggiungere “anche tutto ciò che non sarebbe ‘possibile’ o ‘permesso’ vivere” - perché le restrizioni esistono nella nostra testa ancor prima che nella realtà. Ciò significa che se metto in stallo un progetto o una relazione a causa del lockdown, probabilmente quel progetto o quella persona non mi mi interessano più di tanto e ho trovato una scusante socialmente approvata per restare nella mia zona di comfort. 


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HE WAS HOT: lui era caldo

 “Ci sono amori che nascono e muoiono in uno sguardo, altri che durano una notte, altri che illuminano un’intera vita. - There are loves that begin and die in a glance, others that last one night, others that light up an entire life.” (Gabriele Policardo)


Questa è una delle canzoni dei Rolling Stones che preferisco e che abbiamo anche allegramente cantato nella mia prima all-girls band, The Windows. Stavolta ne ho fatto una versione personale, modificando leggermente il testo originario per adeguarlo alla mia esperienza. - This is one of my favorite Rolling Stones songs and one that we also happily sang in my first all-girls band, The Windows. This time I have made my own rendition, slightly changing the original lyrics to suit my experience.


Qui di seguito il video e il mio testo, tradotto in italiano e poi nella sua versione inglese.


Il video della canzone al link : He Was Hot



Il mio testo:


Firenze era fredda e umida

La TV è solo un vuoto

Sembra un'altra domenica senza uscita

Chi vuole sfidare la pioggia battente

Per un bicchiere di champagne francese?

Beh, prendi una macchina, prendi una macchina e, tesoro, vieni subito qui

E lui era caldo, mentre mi baciava la bocca

Era caldo - mentre gli asciugavo la fronte

Era caldo - mi ha bloccata a terra

Era veloce - sapeva come muoversi

Era caldo - mentre mi strappava i vestiti

Era caldo - non aveva un posto dove andare

Era caldo - in una notte fredda e piovosa

Firenze era grigio fumo

Niente come i bei vecchi tempi

Beh, ho una febbre che sto combattendo

Non ho bisogno della tua compagnia

lasciami nella mia miseria

Sono capace di riprendermi, proprio come un fulmine

E lui era caldo - e io avevo il blues

tesoro, dov’eri tu?

Se tu fossi nei miei panni, saresti scusato

Mai aspettare, mai esitare

in una notte fredda e piovosa

Penso che sto andando fuori strada

Cavalcando lungo i sentieri del piacere

Stavo prendendo la passione dove l’ho trovata

E lui era forte - era forte e vero

Era biondo - e i suoi occhi erano blu

Io ero persa - e lui ha colto l'opportunità

Per una breve storia d'amore

Giù per il viale, nel perduto bayou

nell’alto bambù,  e poi di nuovo allo zoo umano

Ti auguro tutto il meglio, spero che ci incontreremo di nuovo

In una fredda notte di Firenze

Lui era caldo

Era caldo

Era caldo caldo caldo caldo



The video of the song at the link : He Was Hot



My lyrics:


Florence was cold and damp

TV is just a blank

Looks like another dead end Sunday

Who wants to brave the pouring rain

For a glass of French champagne?

Well grab a car, grab a car and baby, come right by

And he was hot, as he kissed my mouth

He was hot - as I wiped his brow

He was hot - he pinned me to the ground

He was quick - he knew his way around

He was hot - as he tore my clothes

He was hot - he had no place to go

He was hot - on a cold and rainy night

Florence was smoky grey

Nothing like the good old days

Well I got a fever that I'm fighting

I don't need your company

Leave me in my misery

I can take the rebound just like lightning

And he was hot - and I had the blues

honey, where were you?

If you were in my shoes

You would be excused

You could never wait, never hesitate

on a cold and rainy night

I think I'm going off the rails

Riding down the pleasure trails

I was taking passion where you find it

And he was strong - he was strong and true

He was blond, - and his eyes were blue

I was lost - and he took a chance

At just a brief romance

Down the avenue, into the lost bayou

Into the tall bamboo, back to the human zoo

I wish you all the best, I hope we meet again

On a cold Firenze night

He  was hot

He was hot

He was hot hot hot



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venerdì 2 aprile 2021

“BEYOND”: A Good Friday poem

 “Ero mors tua, o mors - I will be thy death, o Death”(Osea 13,14)

Versione italiana al link: Oltre


To introduce this poem, I will use some passages from the book 'The Dark Night of the Soul' by John of the Cross, a saint, mystic and doctor of the Church, who lived during the 1500s in Spain. 

"The Dark Night of the Soul" is really one of the most intense and difficult states of spiritual transformation, where suffering is crucial and at the same time all internal, not easy to communicate or share. According to Roberto Assagioli, founder of Psychosynthesis, "a similar stage and experience, at least for some references, but considered under a voluntary and active aspect, are described in the hermetic, initiatic and alchemical traditions as 'trial by fire' and as 'washing in the waters'. It is therefore the extreme, perhaps definitive, process of initiatory death.

John of the Cross writes: "...such are the effects produced in the soul by this night that hides the hope of seeing the light of day again. In this regard, the prophet Job says: 'At night I feel my bones piercing, and the pains that gnaw at me do not give me rest' (Job 30:17)... This struggle and this fight are tremendous, because the peace that one expects must be very deep; the spiritual pain is also intimate and subtle, because the love that one must achieve must also be very high and pure.

Below is my poem "Beyond", written, not surprisingly, today 2 April 2021, on Good Friday.



BEYOND


Captured

in your pearly spider's web

I’m hanging on the cross

pierced by the dawn.


You killed me.

But I am beyond,

yes, well beyond

your deadly sting



Disclaimer: Any reference to the vaccine is purely coincidental.

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