giovedì 9 gennaio 2014

TRUE TO YOUR HEART 2 – Percepire la Qualità



 "Let the might of your compassion arise to bring a quick end to the flowing stream of blood and tears. - Che la potenza della tua compassione sorga e porti fine velocemente al fiume di lacrime e sangue" (From the 'Ultra-Zone', Steve Vai)



Raramente si trova un’arte del Cuore, e per Cuore non intendo qualcosa di sentimentale e sdolcinato, bensì un’arte capace di connettersi a dimensioni aldilà dell'ego e della limitata mente umana : la dimensione degli Archetipi o delle Idee, per dirla con Platone. Non occorre essere filosofi, nel senso odierno intellettualistico del termine, c’è piuttosto bisogno di essere amanti della Verità, del Bene e del Bello per attingere a questa dimensione sovrapersonale dell’Essere.
Quando chi produce è animato da tale spirito di verità e purezza  -e per purezza intendo libertà interiore- inevitabilmente le sue opere ne sono intrise, fossero anche ‘solo’ una sedia o un apparente scarabocchio. La tecnica, a questo punto,  serve semplicemente a veicolare al meglio l’Idea ; non è qualcosa di  fine a se stesso, in uno sfoggio di virtuosismo e spirito di competizione. In questi casi, anche lo sfogo  catartico dei 'periodi neri’ o delle immancabili crisi di una persona (intelligente) vengono illuminate da una percezione superiore, che riordina il caos e non lascia il male abbandonato a se stesso, generatore di altro male. 






TRUE TO YOUR HEART 1 – Attenti alle apparenze




 
L’arte, bella questione. In questi ultimi cinque anni, per motivi professionali, sono entrata in contatto con varie forme d’arte e con i loro portavoce. Mi sono fatta un discreto panorama su ciò che le persone vogliono esprimere attraverso le loro creazioni, su ciò che vogliono comunicare.
L’arte può metterti in contatto con le energie più profonde che muovono la vita, ovviamente filtrate attraverso la personalità dell’artista. C’è un arte emotiva, che comunica soprattutto emozioni, c’è un arte più intellettuale, che invece comunica pensieri ma quello che mi ha sempre colpito di più  è come l’opera si colori intrinsecamente delle intenzioni con cui l’artista l’ha ideata. A loro volta, le intenzioni dipendono dal livello di consapevolezza della persona, dalle qualità che ha sviluppato e che irradia intorno a sé, più o meno coscientemente.


Un esempio estremo: la cosiddetta ‘arte sociale’ o di denuncia. Talvolta mi sono trovata di fronte al brutto e al disgustoso spaparazzato ai quattro venti con l’intento di ‘denunciare’ le storture del mondo, la sua iniquità e tutta la sua bruttezza. A mio avviso quell’artista, con la sua opera, ne ha aggiunta dell’altra. L’attenzione per il patologico, per il morboso, per l’ingiusto o per il crudele generalmente ne aumenta la forza ed evoca sentimenti di rabbia che raramente prendono la forma di una lucida azione riparatrice. Per quella che è la mia esperienza, è più facile che si scatenino reazioni violente che portano ulteriori cattiverie o brutture.
Oppure, la forma più subdola, è quella dell’arte esteticamente piacevole, intellettualmente ben concepita, che si risolve però in una forma di autoesaltazione egoica dell’artista, anche se vuole passare per arte sociale, caritatevole e tante belle cose del genere. In questo caso le apparenze abbagliano e non è raro riscontrare che l’artista in questione sia spesso una persona poco piacevole,  viscida o prevaricante, ossessionato dalla visibilità e  dall’avere le prime pagine sui giornali.

martedì 31 dicembre 2013

LET'S CELEBRATE (LIFE) - L'Amore Intransitivo



“No, il mondo era un’altra cosa. C’era da rimanere senza fiato. Ronja sentì crescere dentro un riso di felicità per il semplice fatto che i fiumi e i boschi esistevano. Era quasi incredibile, esistevano e fremevano di vita, alberi immensi e acque immense: oh sì, c’era proprio da ridere di felicità!” ('Ronja, la figlia dei briganti' - Astrid Lindgren)


Questa canzone è riferita a un episodio realmente vissuto, che tuttavia diventa emblema di un modo diverso di stare al mondo. Molte volte c’innamoriamo di persone ‘impossibili’ (sposate, lontane, stars della tv ecc..). Quando succede questo, ci sembra di essere inutilmente destinati a soffrire. Invece abbiamo una grande possibilità di sviluppare quello che Rilke chiamava ‘die intransitive Liebe’, l’Amore Intransitivo, che non si ferma sull’oggetto amato bensì lo trascende, diventando amore per ogni forma di vita, per la Vita stessa. Quindi, allorché la via ‘naturale’ (del possesso) viene in qualche modo negata, invece di arrabbiarci o disperarci, proviamo a trasformare quell’amore esclusivo in un amore inclusivo, che comprenda la terra, gli alberi, gli animali e tutte le persone. Invece di separare nel dolore, uniamo nella gioia – grazie a questa potente energia che sentiamo pulsare in noi. Non è una via facile, è chiaramente un via verticale, ascensionale che però ha le sue ricompense. Infatti potremmo cominciare a svegliarci la mattina già felici -invece che incazzati come al solito- felici senza un motivo, lieti semplicemente di esistere.



Due video della canzone :




Qui di seguito, il testo e la traduzione della canzone:


CELEBRATE


I WAS WAITING IN THE HALL, SUDDENLY  I GOT A CALL

I WENT OUT , THE AIR WAS FRESH YEAH, YEAH

WHEN I GOT BACK IN THE HALL, I FOUND OUT THAT YOU HAD GONE

MAYBE I HAD MISSED MY CHANCE, SO DAMN, DAMN



BUT CELEBRATE, LET’S CELEBRATE – ALL THE SAME

I WANNA CELEBRATE, I’LL CELEBRATE –  NO COMPLAIN!



AND NO, THEY WON’T MAKE ME CRAWL



UNEXPECTEDLY YOU APPEARED AND YOU SMILE YOU WALKED RIGHT HERE

I’M SO HAPPY YOU EXIST, YEAH OH YEAH

I FEEL HAPPY ‘CAUSE YOU EXIST AND THAT’S REALLY ENOUGH FOR ME

I DON’T NEED YOU TO BE MINE, JUST SHINE, LOVE,  SHINE



LET’S CELEBRATE, OH CELEBRATE –  SUN AND RAIN

I’LL CELEBRATE, I WANNA CELEBRATE  - LIFE AGAIN! 



Traduzione: Celebriamo!

Stavo aspettando nel salone, improvvisamente ho ricevuto una chiamata
Sono uscita, l’aria era fresca, sì
Quando sono tornata nel salone, ho scoperto che te ne eri andato
Forse avevo perso la mia occasione, dannazione!

Ma celebriamo, sì, celebriamo lo stesso
Io voglio celebrare e celebrerò, nessuna lamentela

E no, loro non mi faranno strisciare
Inaspettatamente sei apparso, hai sorriso, sei venuto qui
Sono così felice che tu esista, sì
Mi sento felice che tu ci sia e questo è veramente sufficiente per me
Non ho bisogno che tu sia mio, ma splendi, amore,  splendi

Così celebriamo, sì celebriamo, il sole e la pioggia
Celebriamo, celebriamo ancora la vita


lunedì 16 dicembre 2013

L'AMORE E IL POLLO LESSO



 Si avvicinò a Mercier che indietreggiò vivamente. 
- Volevo solo abbracciarti -disse Camier - Lo farò un'altra volta, quando ti sentirai meglio, se mi ricordo. (Samuel Beckett)



Tra una canzonetta rock e l’altra, ogni tanto tendo a perdermi in speculazioni esistenziali del tipo ‘Cos’è la Trinità e come si manifesta quotidianamente in ciò che facciamo?’ ‘Come si può bilanciare fermezza e grazia, compassione e sano distacco?’ ‘Cosa mi metto sabato sera al compleanno del Mata?’
Tali possenti questioni vengono ponderate dalla mia mente con insospettabile calma e lucidità mentre il mio corpo di solito fa tutt’altro: si lava i denti, cambia la lettiera del gatto, prepara il caffè. Tra l'altro, qualche giorno fa, un amico ha buttato benzina sul fuoco postando questa ‘domandina’ sul nostro gruppo di studio online ‘Che cos'è l'Energia dell'Amore? Da dove viene, come si manifesta?’ Naturalmente non ho risposta per questo quesito, mi sembra addirittura di sminuirlo, con delle parole retoriche raffazzonate alla bell’e meglio.


Poi, una sera, mi sono messa a cena. Mia madre mi aveva dato un pentolino con del pollo lesso  poiché, tanto per cambiare, negli ultimi giorni ho avuto l’ennesimo disturbo di stomaco. Prendendo il pentolino, improvvisamente e inopinatamente ho ‘sentito’  l’amore di mia madre: è stato come se un raggio caldo uscisse dal recipiente che invece era stato in frigo fino a quel momento.  Mia madre, tanto per citare Johnny Stecchino. Con tutte le beghe che ha, di salute e non solo, pensa comunque prima a me che a se stessa e si preoccupa che non mangi porcherie appena esco dal suo raggio visivo.
Da lì il pensiero si è spontaneamente allargato alla persona che adesso mi sta più sulle balle, qualcuno che immagino mi abbia fatto soffrire intenzionalmente e che quindi detesto come meglio posso.Con l’occhio della mente, ho visto questa persona come me, in casa sua, magari da sola, davanti a un pentolino di pollo lesso preparatole da sua madre. L’ho vista così innocente, indifesa, umana -così simile a me. Ho visto una persona con le sue difficoltà, con le sue albe e i suoi tramonti, le sue luci e le sue ombre – di cui forse io ho catalizzato solo le ombre, per l'appunto. Ho provato compassione -che non è pietà-  ma qualcosa che ha più il sapore della tenerezza, del rispetto, della complicità e dello struggimento .


 Cos’è l’amore? Bo’, e chi sono io per saperlo. Oppure chi sono io per non saperlo.  Ciò che ho provato, quello sciogliersi delle durezze del cuore, lo snebbiarsi dei fumi nella mente… beh, è probabilmente quanto di più vicino all’amore io posso esprimere adesso. Magari sarà un affettucolo di serie B, tuttavia è pur sempre preferibile al giudizio, all’acredine o al rancore. D’altronde è meglio che ognuno parta con onestà da dove si trova...e io, evidentemente, mi trovo al pollo lesso.


 P.S. Il pollo, in questo consesso di non-vegetariani, è sicuramente colui che ha manifestato più amore di tutti, pace all'anima sua.

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Sara Bini Le Vie per l'Armonia